Pochi medici e infermieri Quattro reparti in affanno

Carenza di personale in Nefrologia, Neurologia, Pronto soccorso e Chirurgia E ancora lavori a rilento e mancanza di posti letto: Flacco atteso al Renzetti
LANCIANO. Mancanza di personale, reparti al collasso e lavori che vanno a rilento. Sono questi i problemi dell’ospedale Renzetti oggi. Tutti i reparti sono in affanno: Pronto soccorso, Nefrologia e Neurologia sono in ginocchio per carenza di personale; altri ancora come Medicina sono al collasso per mancanza di posti letto, anche a causa dell’influenza che ha fatto impennare i ricoveri. E poi ci sono i lavori di messa in sicurezza del presidio: in Cardiologia-Utic vanno a rilento, quelli per rimuovere l’amianto fatti a spizzichi e bocconi, mente gli interventi in Chirurgia e Ginecologia non ancora iniziano. Tutti problemi che saranno presentati al direttore generale della Asl, Pasquale Flacco, atteso oggi, a meno di imprevisti, nel presidio. Il direttore generale ha deciso di seguire in prima persona le sorti dell’ospedale visitandolo spesso. Un’attenzione particolare per un presidio che, nelle intenzioni regionali, dovrà essere un Dea di I livello, con un bacino di utenza di circa 150mila persone, visto che ingloberà l’area sangrina e ortonese. Ma, per reggere al super lavoro servono medici e infermieri.
PERSONALE. «Da anni chiediamo ad Asl e Regione personale», dice Patrizia Bianchi del Nursing Up, il sindacato degli infermieri, «soprattutto per alcuni reparti come Pronto soccorso, Nefrologia, Neurologia e Chirurgia, ma non abbiamo risposte adeguate. Chiediamo almeno che venga rimpiazzato il personale che va in pensione». In Neurologia, ad esempio, tra pensionamenti e spostamenti sono rimasti cinque medici invece degli otto necessari per un reparto che ha anche la Stroke Unit (unità di terapia intensiva per i pazienti colpiti da ictus). Così l’unità è stata costretta a tagliare le visite ambulatoriali: da tre a una a settimana. Sono in due, per mille pazienti, in Nefrologia. In Chirurgia sono due i medici che andranno in pensione, così come altri due lasceranno Anestesia-Rianimazione, dove attualmente lavorano 16 medici e non i 19 annunciati lo scorso anno dalla Regione e dove servono almeno cinque infermieri nelle sale operatorie. Infermieri sono necessari anche al Pronto soccorso: gli oltre 41mila accessi annui giustificano la richiesta di personale. Il Pronto soccorso, poi, è il cuore del presidio, soprattutto di un ospedale Dea di I livello, ma a oggi ha carichi di lavoro troppo alti rispetto al personale a disposizione. E, dopo l’estate saranno anche maggiori, visto che il Pronto soccorso di Atessa diventerà Punto di primo intervento: tutti i codici gialli e rossi arriveranno sempre e solo a Lanciano. Dove mettere i tanti malati? Dove c’è posto, anche se, i letti non sono mai abbastanza. La Medicina in questi giorni scoppia perché l’influenza ha fatto impennare i ricoveri già alti.
OTORINO. Un aiuto arriva dall’Otorino. Il reparto lavora in week surgery, ovvero effettua i ricoveri dal lunedì al venerdì. Il sabato, così, mette a disposizione spazi e letti ai pazienti della Chirurgia, che hanno fatto interventi ambulatoriali, e a quelli in osservazione del Pronto soccorso.
LAVORI. Altra nota dolente da far notare a Flacco sono i lavori. «In Cardiologia sono iniziati nel febbraio 2015 e dovevano durare sei mesi», chiude la Bianchi, «siamo arrivati a 13 mesi e non sono ancora finiti. La messa a norma del presidio doveva finire a gennaio e invece procede a rilento. Per non parlare dei lavori per la rimozione dell’amianto dalla palazzina centrale che non sono iniziati. Bisogna accelerare».
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