Portano hashish al parente detenuto: in tre a giudizio
LANCIANO. Lo vanno a trovare in carcere e gli portano l’hashish; scovati, finiscono a processo. Sono stati rinviati a giudizio al 9 giugno 2020 Gionny Di Giacomo, 51 anni, il fratello Fabio, 43 anni...
LANCIANO. Lo vanno a trovare in carcere e gli portano l’hashish; scovati, finiscono a processo. Sono stati rinviati a giudizio al 9 giugno 2020 Gionny Di Giacomo, 51 anni, il fratello Fabio, 43 anni e la figlia Jacqueline, 23 anni, per detenzione ai fini di spaccio di droga. Secondo l’accusa, l’11 maggio 2018 i parenti durante il colloquio con Gionny Di Giacomo, che era nel carcere di Villa Stanazzo, gli avrebbero consegnato 24,5 grammi di hashish corrispondente a 141 dosi medie singole. L’uomo avrebbe infilato la sostanza stupefacente negli slip, ma la cessione dei familiari e poi l’occultamento da parte del detenuto nell’intimo, è stato scoperto dagli agenti del carcere che hanno fatto scattare le denunce. Nell’udienza preliminare davanti al giudice Giovanni Nappi, Gionny Di Giacomo è stato rappresentato dall'avvocato Vincenzo Menicucci mentre il fratello e la figlia dall’avvocato Guerino Zulli. In particolare Menicucci avrebbe spiegato al giudice le condizioni di salute del suo assistito, evidenziando che la quantità di hashish era per uso personale non di certo per spacciare in carcere; tutte spiegazioni che dovranno emergere a processo anche per gli altri componenti della famiglia che avranno modo di spiegare le proprie posizioni.
Non è la prima volta che gli agenti di custodia del carcere di Villa Stanazzo scovano droga durante i colloqui. L’ultimo episodio risale a venti giorni fa, quando un giovane aveva nascosto della droga nella scarpa e nel calzino per darla a un amico detenuto nel reparto media sicurezza, ma è stato fermato dagli agenti. (t.d.r.)
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