Porto, Di Deo lancia Giambuzzi per il dopo Coletti

31 Marzo 2018

Ortona, parte la corsa alla successione all’Autorità di sistema Il consigliere: la città deve essere rappresentata ad Ancona

ORTONA. La nomina decaduta di Tommaso Coletti come membro del comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale ha spinto l’amministrazione comunale a proporre un nuovo nome ortonese per la sostituzione. Il consigliere comunale di maggioranza, Antonello Di Deo, ha avanzato l’idea dell’ingegnere Tommaso Giambuzzi. Una figura ritenuta da Di Deo valida e competente per meglio rappresentare le esigenze del territorio regionale e del porto di Ortona. Secondo il consigliere comunale della lista civica Il Comune delle Idee, la decadenza di Coletti «non deve rivelarsi un danno per la città. Ricordo che già il 14 settembre 2016, con la deliberazione numero 103, lo stesso consiglio comunale aveva espresso all’unanimità la necessità della presenza di un rappresentante della città di Ortona nell’allora istituenda Autorità di Sistema Portuale di Ancona e la Regione Abruzzo aveva riconosciuto tale necessità proprio con la nomina del senatore Tommaso Coletti», aggiunge Di Deo, «anche perché l’altro componente è stato invece nominato dal Comune di Pescara per cui rappresenta l’altro porto abruzzese di rilevanza nazionale». Il consigliere comunale spera che sul nome di Giambuzzi possa esserci la convergenza di tutti: «Auspico che intorno alla qualificata figura dell’ingegnere vi sia una unità di intenti da parte del consiglio comunale, in un periodo particolarmente delicato e rilevante per il futuro del porto di Ortona, viste anche le tante partite ancora aperte e gli impegni futuri legati all’istituenda Zona economica speciale, in cui il nostro scalo marittimo rappresenta un elemento sostanziale».
Ma se l’amministrazione pensa già a come sostituire Coletti, quest’ultimo non si è di certo arreso davanti alla deliberazione presidenziale con la quale è stato destituito. Un provvedimento resosi necessario dopo il parere del dirigente ministeriale che ha giudicato retroattive le nuove disposizioni introdotte, e che in quanto tali fanno decadere il componente Coletti. Infatti non può essere nominato nel comitato di gestione, chi nell’anno precedente rivestiva un ruolo di amministratore locale. E lui era stato consigliere comunale fino a poco tempo prima della nomina. «Ho dato incarico ad un avvocato di approfondire la questione», diceva Coletti giovedì raggiunto telefonicamente dal Centro, «e sto facendo preparare la richiesta di autotutela». Ma non è tutto, perché all’orizzonte potrebbe esserci anche un ricorso al Tar: «Eventualmente entro 60 giorni presenteremo ricorso al Tar. È un’ipotesi che non escludo, abbiamo tempo fino al 24 maggio». (a.s.)