Premio Majano, avvio da applausi «Grande opportunità per la città»

Prima serata e successo di critica per la manifestazione in ricordo del regista e sceneggiatore teatino I riconoscimenti a Vanessa Gravina, Edoardo Siravo, Eugenio Bennato e a Mauro Marcotullio, 9 anni
CHIETI. Avvio in grande stile, nella prestigiosa cornice del teatro Marrucino, della serata inaugurale del “Premio internazionale Anton Giulio Majano”, dedicato al celebre regista e sceneggiatore teatino. Ieri si è ufficialmente aperta la kermesse di appuntamenti con la premiazione di Edoardo Siravo, Vanessa Gravina e di Eugenio Bennato. Con la conduzione della giornalista Mila Cantagallo e la co-conduzione del giornalista Rai Nino Germano, la manifestazione è iniziata con i saluti istituzionali dell’amministrazione comunale. «Premio doveroso, ma anche imperdibile occasione per la nostra città», dice sul palco il vicesindaco e presidente del Premio, Paolo De Cesare, «in questo progetto ci sono personaggi di rilevanza internazionale che hanno conosciuto e lavorato con il regista Anton Giulio Majano, padre dello sceneggiato, antesignano della fiction televisiva che sta avendo un nuovo inizio».
Il primo a salire sul palco per ricevere "L’Achille d’argento” come riconoscimento alla carriera, è Edoardo Siravo per la sezione “Interprete maschile” nel ruolo di Valter in “Le fate ignoranti – la serie” (2022) di Ferzan Özpetek. «Majano è stato un grande della televisione, ma soprattutto uno che lavorava con gli attori», dice l’attore premiato dal sindaco Diego Ferrara. Siravo poi porta in scesa sul palco del Marrucino un estratto di Petrolini “La canzone delle cose morte”.
Scrosci di applausi anche per la seconda premiata durante la serata: Vanessa Gravina. Premio assegnato per il ruolo di Adelaide in “Il paradiso delle signore” (2015-2022) e per le numerose partecipazioni a fiction televisive di successo. Anche lei porta in scena un’esibizione teatrale incentrata sulla quotidianità della vita di coppia. Per la sezione “musica”, premio assegnato a Eugenio Bennato per la composizione della colonna sonora dello sceneggiato “L’eredità della priora” (1980) diretto sempre da Majano. Si esibisce poi insieme a Ezio Lambiase e Sonia Totaro sulle note di "Brigante se more", brano presente nello sceneggiato.
Tra una proiezione e un’altra sono stati proiettati sul grande schermo alcuni sceneggiati in ricordo del grande maestro, come "La freccia nera" e "David Copperfield". Durante la serata arriva anche un riconoscimento inaspettato per il piccolo Mauro Marcotullio, che a soli 9 anni ha preso parte in “Imma Tataranni”, fiction andata in onda su Rai 1, e in “Delitti del barlume”, fiction di Sky.
Il premio Majano, ideato nel 2002 dal maestro Aurelio Bigi e in questa edizione convocato nella giuria istituzionale, torna a Chieti dopo quasi 20 anni ma in una nuova e rinnovata chiave che punta a prospettive internazionali. «Lo abbiamo ripreso, rilanciato ma ampliato con un respiro internazionale», prosegue De Cesare, «un progetto ampio che vuole ambire a realizzare un docufilm legato a Majano e che faccia da promozione alla stessa città, al territorio abruzzese e che possa, si augura, puntare a riconoscimenti importanti».
Il premio vanta una giuria istituzionale presieduta da Michele Placido, al fianco Gianni Letta come presidente onorario. Alla direzione artistica c'è Davide Cavuti: «Majano», dice, «merita un grande tributo, perché è uno dei più grandi registi della televisione e del cinema italiano». Rete8 e il Centro sono media partner della kermesse.
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