Presepe vivente? Il giorno dopo scoppiano le polemiche

8 Gennaio 2015

CHIETI. Quindicimila presenze stimate in città dove, però, il servizio di bus navetta annunciato sulla parola dal Comune non è stato attivato tra la rabbia degli utenti. Non si placano, poi, le...

CHIETI. Quindicimila presenze stimate in città dove, però, il servizio di bus navetta annunciato sulla parola dal Comune non è stato attivato tra la rabbia degli utenti. Non si placano, poi, le polemiche sul costo della manifestazione finanziata dall’ente con un contributo di 20 mila euro. La ventesima edizione del Presepe vivente è stata appena archiviata con successo ma lascia dietro di sé uno strascico di polemiche che non fanno onore al lavoro certosino prestato, per il solo amore per la città, dall’esercito di trecento e passa volontari coordinati dall’associazione Teate nostra. Su Facebook l’evento viene definito troppo costoso con accuse velate alla stessa associazione organizzatrice. Che difende a spada tratta un appuntamento in grado di catapultare oltre diecimila persone sul Colle nella giornata dell’Epifania. «Voglio salvaguardare l’impegno profuso in maniera volontaria da ventidue tra gruppi religiosi e associazioni di vario genere. L’impegno economico iscritto in bilancio dal Comune», precisa Luigi Di Gregorio, presidente di Teate nostra, «ci verrà erogato tra mesi. Non a caso siamo ricorsi ad anticipazioni economiche personali per pagare, ad esempio, allacci elettrici, legname o gli animali impiegati nelle scene bibliche ricreate in centro storico. É tutto certificato. Il resto sono solo accuse gratuite che non rendono giustizia ai sacrifici fatti, piaccia o non piaccia il Presepe». (j.o.)

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