Primo prelievo di testa di femore da paziente vivente

13 Marzo 2021

LANCIANO. Eseguito all'ospedale Renzetti i il primo prelievo da paziente vivente della testa del femore che, inviata al Centro regionale trapianti dell’Aquila, raggiungerà la Banca del tessuto osseo...

LANCIANO. Eseguito all'ospedale Renzetti i il primo prelievo da paziente vivente della testa del femore che, inviata al Centro regionale trapianti dell’Aquila, raggiungerà la Banca del tessuto osseo di Bologna per essere custodita e usata su pazienti che eseguono particolari interventi ortopedici e oncologici in Italia. L’intervento è stato eseguito da un’équipe multidisciplinare costituita da anestesisti, ortopedici e personale di sala operatoria che ha prelevato la parte articolare da un donatore di 77 anni in buona salute, residente nella zona frentana, nel corso di un intervento per l’impianto di una protesi d’anca. Durante questa operazione infatti la testa di femore viene asportata per consentire l’alloggiamento della protesi e può essere recuperata.
«I pazienti ai quali chiedere questa disponibilità sono profilati attraverso un chek up indicato dalla stessa Banca dei tessuti», spiega Daniela Albanese, direttore dell’unità operativa Anestesia e Rianimazione del Renzetti. «C’è quindi una selezione a monte dei possibili donatori, al fine di disporre di tessuti appartenenti a un fisico sano e utilizzabili per qualunque impianto».
Fondamentale la collaborazione dell’Ortopedia, diretta da Enrico Marvi, che ieri ha eseguito l’intervento insieme a una nutrita équipe: gli anestesisti Achille Putaturo e Vincenzo Di Giulio che si occuperanno anche in seguito del protocollo per il prelievo del tessuto osseo, e le infermiere Angela Tumini e Irma Di Marco. A sottolineare l’importanza dell’evento la presenza in sala di Tiziana Zanon, medico del Centro trapianti dell’Aquila, che ha voluto partecipare a questa “prima volta” tanto attesa.
L’ospedale di Lanciano, già da anni impegnato sul fronte dei prelievi d’organo sotto il coordinamento di Fabrizio Fumarola, medico anestesista, allarga, dunque, il campo con il tessuto osseo, compensando anche l’attività venuta meno negli altri presidi della Asl a causa dell’emergenza coronavirus. «Siamo ospedale no Covid», sottolinea Albanese, «e facciamo tutto il possibile per supportare i nostri colleghi in tutte le altre attività, che restano comunque essenziali per l’utenza di un territorio assai ampio». Questo primo intervento permetterà ora di replicare il prelievo ogni qualvolta, nella chirurgia d’elezione, ci sarà il consenso di un donatore, ritenuto idoneo. (t.d.r.)
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