Profughi, famiglie afghane accolte in città

4 Agosto 2022

Attiva la rete dei corridoi umanitari, Comune e Arci: «Un progetto per salvare le persone a rischio»

CHIETI . Si attiva anche a Chieti la rete dei Circoli rifugio dell’Arci diffusa su tutto il territorio nazionale per l’accoglienza di cittadini afghani, soprattutto donne e bambini. Sono 215mila le persone accolte in Italia in virtù di un protocollo d’intesa per la realizzazione del progetto “Corridoi umanitari/Evacuazioni per l’Afghanistan”, firmato il 4 novembre 2021 tra ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ministero dell’Interno, Cei, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche, Tavola Valdese, Arci, Inmp, Oim e Unhcr.
Ieri il sindaco ha ricevuto la famiglia arrivata nei giorni scorsi in città, a cui viene data accoglienza in base all’intesa, con lui l’assessore alle politiche sociali Mara Maretti, i consiglieri Paride Paci e Silvio Di Primio ed Edoardo Raimondi, il presidente dell’Arci Abruzzo Antonio Tiberio e Daniele Licheri, che per Arci ha seguito gli arrivi. «Si tratta di un’attività umanitaria che è importante per la nostra amministrazione, poiché risponde a due obiettivi: aumentare da un lato la capacità, di accoglienza, di dialogo e integrazione dei cittadini stranieri nel territorio comunale, e attivare anche questa funzione del terzo settore», dicono il sindaco e Maretti. «A Chieti sarà accolta una famiglia sottratta alla guerra e a un presente difficile, una prerogativa, l’accoglienza, che appartiene da sempre alla città e che rientra fra le attività fisiologiche di una pubblica amministrazione, che grazie all’intesa con l’Arci e ai fondi destinati dallo Stato a tal fine, vivrà per un periodo in Italia. Uno speciale grazie all’associazione di protezione civile dei Not di Chieti che ha supportato l’arrivo del nucleo in città, occupandosi dei trasferimenti». Tiberio aggiunge: «Con questa iniziativa si dimostra che le persone possono arrivare in Italia e in Europa in sicurezza e legalità. Questi arrivi realizzano una filiera istituzionale importante che ha una finalità di valore, dare supporto e accoglienza a migliaia di persone che rischiano ogni giorno la propria vita».
Conclude Licheri: «L’incontro è stato importante. Non è un fatto formale ma sostanziale, l’accoglienza si costruisce insieme agli enti di prossimità come i Comuni e non può basarsi solo sulla solidarietà dei singoli o delle associazioni perché non basta e perché non è socialmente sostenibile».
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