Profughi libici lasciano il paese, gli amici salutano Sana

20 Novembre 2016

CASTEL FRENTANO. Ultimo atto della permanenza della famiglia di profughi dalla Libia a Castel Frentano: l’istituto comprensivo ha salutato la sua allieva Sana. Venerdì, dopo un anno nel territorio...

CASTEL FRENTANO. Ultimo atto della permanenza della famiglia di profughi dalla Libia a Castel Frentano: l’istituto comprensivo ha salutato la sua allieva Sana. Venerdì, dopo un anno nel territorio frentano, madre e tre figli, di cui due minorenni, saranno accompagnati nel centro Sprar di Senigallia. Il sindaco Gabriele D’Angelo e la mediatrice culturale hanno spiegato le ragioni legali del trasferimento; resta incomprensibile che il trasferimento debba avvenire a metà dell’anno scolastico. Da aprile la famigliola è ospite nell’ostello del Miracolo Eucaristico e mangia alla Caritas. Finora la madre, che ha lavorato quest’estate in una struttura recettiva della zona, ha potuto sovvenire alle necessità economiche grazie alla generosità di alcune persone. Originari del Marocco, si sono trasferiti in Libia con la speranza di sfuggire a lotte tribali. Ma qui, in circostanze poco chiare, il capo famiglia è stato ucciso. La donna e i tre figli partono su una carretta del mare e, tramite la prefettura di Chieti, arrivano in una casa di accoglienza a Castel Frentano. La commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, del ministero dell’Interno, stabilisce però che è «infondato il motivo di persecuzione». Perso il diritto di protezione internazionale (sussistono le condizioni di protezioni umanitarie), i quattro devono trasferirsi in una struttura Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Durante quest’anno di buone intenzioni, nessun ente è riuscito a trovare una sistemazione alla famigliola. (m.d.n.)

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