Profughi ucraini accolti a Chieti: «Bambini integrati con lo sport»

27 Marzo 2022

Il Comune studia giornate per l’attività motoria, le società pronte ad aprire le porte ai giovani atleti  L’assessore al sociale: «Lavoriamo anche su progetti di inclusione, vogliamo supportare le famiglie»

CHIETI . Giornate di sport da dedicare ai bambini ucraini in fuga dalla guerra per integrarli e far riassaporare loro un minimo di normalità rispetto ad una situazione che per loro è estremamente difficile. È ciò a cui sta lavorando l’amministrazione comunale di Chieti insieme alle associazioni sportive della città. Ma non solo, perché si sta pensando anche ai ragazzi che svolgono attività agonistica in modalità più vicina al professionismo. Anche in questo caso il Comune sta trovando ampia disponibilità da parte delle associazioni sportive, affinché gli atleti possano continuare a svolgere i propri allenamenti in modo costante.
L’ACCOGLIENZA
Nei giorni scorsi il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle politiche giovanili Manuel Pantalone si erano soffermati sul corso per docenti dell’infanzia denominato “Piccoli eroi” e svolto nel palazzetto dello sport di Santa Filomena. In quell’occasione avevano sottolineato che «saremo presto attivi anche per fare fronte alla nuova emergenza scatenata dalla guerra in Ucraina. È nostra intenzione mettere in cantiere attività sportive, oltre che ludiche e didattiche, per accogliere e integrare al meglio i bambini e i ragazzi arrivati anche a Chieti. Lo faremo con la sinergia attiva con l’Ufficio scolastico provinciale, già parte della rete degli interventi dedicati ai profughi a livello prefettizio e comunale, ma coinvolgeremo, inoltre, le realtà sportive cittadine, perché possano dare a questi bambini e ragazzi la possibilità di fare sport durante la loro permanenza».
LE GIORNATE DEDICATE
Le intenzioni dell’amministrazione comunale, quindi, si tradurranno in giornate da dedicare allo sport dei più piccoli sotto forma di attività motoria. «Registriamo una grande disponibilità sia da parte delle associazioni sportive, che dei club service e delle associazioni a vocazione benefica», spiega l’assessore alle politiche giovanili. Ma la disponibilità dei sodalizi sportivi si traduce anche nell’apertura delle porte alle giovani promesse delle varie discipline in cui queste sono impegnate. «Lavoriamo affinché vengano inclusi nelle associazioni sportive della città», continua l’assessore.
PROGETTI DI INTEGRAZIONE
Ovviamente, però, l’accoglienza non si ferma allo sport. «Abbiamo aperto un tavolo permanente con tutte le associazioni del territorio che sono interessate», dice l’assessore alle politiche sociali, Mara Maretti. «Stiamo preparando dei progetti di integrazione. Prima di tutto stiamo cercando delle strutture, probabilmente al Villaggio Celdit, ma anche utilizzando la ludoteca, per aprire un piccolo centro di integrazione per le mamme ed i bambini».
uNA RETE CITTADINA
L’obiettivo è quello di creare una situazione confortevole per persone che stanno vivendo un momento drammatico, dando anche la possibilità di stare tra di loro, con il supporto dell’amministrazione comunale. Una rete cittadina che coinvolge anche le scuole, definendo un sistema di supporto che permetta di capire quali siano «le opportunità del territorio e come inserire i bambini in classe», conclude l’assessore Maretti. «Con la protezione civile, infine, stiamo accantonando derrate alimentari e vestiti per le necessità dei profughi che arrivano».
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