Progetti di pubblica utilità, via al lavoro dei volontari

15 Febbraio 2020

LANCIANO. Sono partiti con largo anticipo nel Comune di Lanciano rispetto ai tempi governativi e all’impasse burocratico creato dall’applicazione della misura del reddito di cittadinanza, i...

LANCIANO. Sono partiti con largo anticipo nel Comune di Lanciano rispetto ai tempi governativi e all’impasse burocratico creato dall’applicazione della misura del reddito di cittadinanza, i cosiddetti Puc, Progetti di pubblica utilità, per lavori utili alla collettività. Si tratta di 8 ore, raddoppiabili fino a 16, di lavori di volontariato che i beneficiari del reddito di cittadinanza mettono a disposizione della collettività in assenza di un lavoro. Gli ambiti sono numerosi: dal supporto domiciliare a persone anziane, disabili o minori, fino al sostegno, in ambito culturale, per associazioni, eventi, manifestazioni. Ancora, i Puc possono riguardare il settore ambientale con attività come la cura del verde pubblico, l’accompagnamento di minori a scuola o gite per anziani o disabili, supporto nell’organizzazione di mostre.
«Abbiamo avuto già diverse richieste da parte di associazioni e cooperative», spiega la dirigente del settore servizi della persona, Giovanna Sabbarese, «e degli incontri con il tribunale di Lanciano e la società EcoLan spa. Va sottolineato che questo tipo di supporto non va assolutamente a coprire carenze di organico, ma è un servizio che il beneficiario del reddito decide di svolgere a seconda della sua preparazione e delle sue inclinazioni».
«Avremmo potuto aspettare i tempi governativi», sottolinea l’assessore alle politiche sociali, Dora Bendotti, «dato che comunque la mole di lavoro è enorme sia per il Comune e sia per il settore dei servizi sociali in cui abbiamo dovuto prevedere un ufficio con personale dedicato. Ma abbiamo voluto credere in questa misura e sfruttarla come opportunità per creare delle risorse sia per la collettività che per gli stessi beneficiari del reddito. Questa misura è un sostegno efficace alla povertà, ma non deve diventare un mero sussidio. Per questo vogliamo che venga intesa come un’occasione per rientrare a far parte del mondo del lavoro».
Dei 948 beneficiari lancianesi della misura voluta dal Movimento 5 Stelle, nessuno ha ancora trovato un lavoro. Per legge, tuttavia, in assenza di un’occupazione si può prestare la propria opera in attività utili a tutti. E gran parte del lavoro di smistamento, dialogo, controllo delle competenze e sostegno alle famiglie lo fa il Comune. «Abbiamo in carico 366 nuclei famigliari ai servizi sociali», spiega l'assessore Bendotti, «di questi 225 erano situazioni già note ai nostri uffici e 50 nuclei ci sono stati segnalati dal Centro per l’impiego. Si lavora in stretta sinergia tra enti». «Con questa misura», conclude la Sabbarese, «abbiamo potuto tracciare una fotografia dei bisogni della città, drammatica e per certi versi sconosciuta, ma che ci serve per agire in modo più efficace».
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