Progetto del nuovo ospedale Bocciati M5S e Forza Italia

CHIETI. Nel giorno della débâcle del centrosinistra nel Consiglio regionale sulla sanità, la maggioranza ha invece tenuto, seppure a stento, sul project financing per la realizzazione del nuovo...
CHIETI. Nel giorno della débâcle del centrosinistra nel Consiglio regionale sulla sanità, la maggioranza ha invece tenuto, seppure a stento, sul project financing per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti.
Il consiglio regionale, infatti, non ha approvato il documento presentato dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e firmato anche dal consigliere di Forza Italia, Mauro Febbo. Con 13 no e 12 sì, è arrivato lo stop alla richiesta dei 5 Stelle e di Febbo di non affidare l'opera di realizzazione del nuovo ospedale teatino secondo la proposta presentata dal raggruppamento temporaneo di imprese capeggiato dalla Maltauro. «La maggioranza ritiene strategica quest’opera e ne sostiene con forza la realizzazione», ha detto il consigliere regionale di maggioranza Alessio Monaco (Regione Facile), esprimendo soddisfazione per l’esito della votazione.
Febbo, invece, in pieno accordo ancora una volta con i colleghi pentastellati, ritiene che sarebbe «più sensato pensare a una ristrutturazione del vecchio ospedale San Camillo per risolvere i problemi dei due corpi di fabbrica costruiti con cemento impoverito nel nuovo ospedale Santissima Annunziata, anziché pensare alla realizzazione di una nuova struttura ospedaliera».
Tanto più che, per realizzare la nuova struttura la strada intrapresa del project financing paleserebbe, ribadisce il consigliere, «evidenti criticità sia di natura procedurale sia economico-finanziarie».
Quanto alle assenze che hanno caratterizzato il consiglio regionale sulla sanità, permettendo la bocciatura del documento di sostegno dell’azione del presidente Luciano D’Alfonso e dell’assessore alla sanità Silvio Paolucci, e approvando un documento del centrodestra contrario alla riorganizzazione della rete ospedaliera, il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, cerca di gettare acqua sul fuoco. «L’esito del voto è stato determinato unicamente da tre assenze giustificate», dice, «quella del presidente D’Alfonso, impegnato a Roma per l’uscita della Regione dal commissariamento della sanità, quella dell’assessore Andrea Gerosolimo, impegnato per un’emergenza del suo assessorato, e quella di Camillo D’Alessandro, dovuta a motivi familiari urgenti e non rinviabili». (a.i.)

