Progetto per il nuovo ospedale: il Consiglio di Stato dà lo stop

Respinto il ricorso del gruppo Icm-Nocivelli che aveva preparato il piano poi cancellato dalla Regione Marsilio: «Le nostre decisioni sono legittime». L’assessore Verì: «Ora avanti con la riqualificazione»
CHIETI. Ciò che la Regione Abruzzo ha fatto, “cancellando” il project financing definito nel 2014 per ricostruire l’ospedale di Chieti, è pienamente legittimo. Il Consiglio di Stato respinge il ricorso presentato dal gruppo Icm-Abp Nocivelli: le due imprese chiedevano l’annullamento della delibera della giunta Marsilio, risalente al gennaio 2021, con cui erano stati revocati tutti i provvedimenti per avviare il progetto sul nuovo ospedale adottati dalla precedente giunta di centrosinistra. È stata confermata, dunque, la sentenza già emessa dal Tar a novembre del 2021.
IL CAMBIO IN CORSA
Il project financing per il nuovo ospedale era stato presentato dalle due aziende nell’aprile del 2014: una proposta per la nuova costruzione, demolizione e ristrutturazione del Santissima Annunziata (con spese a carico delle aziende da recuperare nei successivi 25 anni). La proposta aveva cominciato il suo iter: nel 2018 ne era stata ribadita la fattibilità ed era stata anche inserita nella programmazione triennale dei lavori pubblici (2018-2020). Ma nel gennaio del 2021, con un colpo di spugna, Marsilio revoca l’affidamento in regime di finanza del progetto della concessione in parola. A quel punto il gruppo Icm-Nocivelli passa all’attacco contestando, davanti al Tar, la revoca delle deliberazioni con cui la Regione aveva dichiarato la fattibilità e il pubblico interesse del progetto per l’ospedale. Ma dopo la doccia fredda dal Tar dell’Aquila, ieri è arrivata anche quella del Consiglio di Stato.
L’INTEResse pubblico
Secondo i giudici amministrativi di secondo grado, gli atti per l’avvio del progetto, sottoscritti dalla Regione a suo tempo, erano solo «preparatori», si legge nella sentenza, «e dunque non farebbero sorgere alcun obbligo di dare corso all’affidamento del project financing per l’ospedale». La sintesi è che la Regione può scegliere se, per la tutela dell’interesse pubblico, sia opportuno affidare il progetto, rinviarlo o non procedere affatto. Come a dire: l’interesse pubblico (e chi lo incarna in quel momento) vince su tutto, anche su progetti già ben avviati. Oltre a questo, nel frattempo, è subentrato anche il Covid, una variabile che ha stravolto le carte in tavola e imposto una riorganizzazione della rete ospedaliera. Giustificando, di fatto, il cambio di idee in corsa della nuova giunta.
Le reazioni
Il governatore Marsilio ha accolto così la sentenza: «Viene confermata la correttezza e la piena legittimità dell'operato della giunta regionale» che ha avuto «il coraggio di sciogliere questo nodo che si era trasformato in un vero e proprio cappio al collo voluto dalla giunta di sinistra».
L’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, ora guarda avanti: «La sentenza ci mette nelle condizioni di portare avanti il nostro progetto di reingegnerizzazione dell’ospedale di Chieti». Per Verì, «i canoni da corrispondere al privato avrebbero impattato in maniera devastante sui conti della Asl, sottraendo risorse per il personale e i servizi. La decisione di procedere, invece, interamente con i fondi pubblici, recuperati dopo un’attenta ricognizione al Ministero, ci permetterà di avviare interventi attesi da decenni e condivisi con Asl e università».

