Progetto pilota “Piedi piatti” Controlli su 183 bambini

31 Maggio 2017

SAN SALVO . Tutti i bambini di 6 anni, che in quest’anno scolastico hanno frequentato la prima classe della scuola primaria, sono stati inseriti nel progetto “Piedi piatti”, risultato della...

SAN SALVO . Tutti i bambini di 6 anni, che in quest’anno scolastico hanno frequentato la prima classe della scuola primaria, sono stati inseriti nel progetto “Piedi piatti”, risultato della collaborazione tra Comune università d’Annunzio di Chieti e finalizzato all’individuazione precoce dei disturbi posturali in un’età ad alto rischio. Sono stati esaminati, con visita medica fisiatrica, 183 bambini (102 maschi e 81 femmine) degli istituti scolastici 1 e 2, attraverso lo screening condotto dai professori Raoul Saggini e Rosa Bellomo di Medicina fisica e riabilitativa dell’ateneo d’Annunzio. Controlli per la valutazione non solo della deformità della volta plantare, ma anche della presenza di condizioni fisiologiche o patologiche concomitanti, di notevole interesse per la sanità pubblica, in particolare per quella del bambino, quali l’attività sportiva, l’obesità infantile, le vaccinazioni e i disturbi muscolo-scheletrici. Circa il 90% dei bambini visitati ha effettuato almeno una fra le vaccinazioni obbligatorie o raccomandate. Tra i bambini pesati il 13% è sottopeso, il 59% è normopeso, il restante 28% è in sovrappeso. È stato, insomma, censito lo stato di salute dei bambini in età scolare, con l’obiettivo di identificare in maniera precoce e con una ragionevole certezza le eventuali anormalità offrendo suggerimenti alle famiglie per cure adeguate. «Abbiamo studiato un campione omogeneo di popolazione studentesca», spiega Saggini, «e i dati sono confrontabili con quelli che abbiamo in letteratura medica internazionale. Abbiamo studiato in maniera approfondita l’atteggiamento posturale e podalico, unendo tra loro anche informazioni relative all’alimentazione e agli eventuali difetti di vista che ci hanno fornito dati interessati su cui lavorare. Dati di grande rilievo che consentono il dialogo con le famiglie studiando i movimenti dei loro figli, controllando e migliorando i loro movimenti». Quello di San Salvo potrebbe diventare un progetto pilota ripetibile anche da altri Comuni con le competenze acquisite in tutti questi anni di attività dall’università d’Annunzio e dall’equipe del professor Saggini. Alle famiglie sono state fornite notizie relative alle visite effettuate oltre a indicazioni su quali trattamento da effettuare in caso di necessità.
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