Pronto soccorso, boom di visite: tanti con polmonite senza Covid

Oltre mille prestazioni nei primi 14 giorni di gennaio: erano state 818 l’anno scorso e 671 nel 2021 Ma i medici dell’emergenza-urgenza sono sempre meno: solo 7 in servizio a fronte dei 14 nel 2022
LANCIANO. Oltre 1.000 pazienti visitati nei primi 14 giorni di gennaio e quasi 31mila nel 2022 fanno capire la mole di lavoro nel Pronto soccorso dell’ospedale Renzetti diretto dalla dottoressa Nicoletta Fini. Un’unità che è tra le prime in Abruzzo per numero di accessi annui ma che purtroppo ha sempre meno medici: sono solo 7 quelli in servizio a fronte dei 14 che c’erano fino allo scorso anno e che sono necessari per l'unità che è punto di riferimento di circa 100mila utenti.
«Abbiamo casi sempre più complessi e da fine novembre assistiamo all’arrivo di polmoniti a focolai multipli ma negativi al Covid», spiega Fini, «sono soprattutto anziani che entrano in pronto soccorso con problemi respiratori e che poi scopriamo avere questa forma di polmonite con tampone Covid quasi sempre negativo. Non creiamo allarmismi ma è un dato che hanno riscontrato anche i medici di famiglia e che abbiamo segnalato agli infettivologi di Chieti (anche per un caso di legionella, ndc)». Forme quindi aggressive, magari conseguenza dell’influenza stagionale o di una nuova variante Covid? «Non lo sappiamo», risponde Fini che consiglia di rispettare le norme igieniche e fare le vaccinazioni, «ma sappiamo che queste persone hanno bisogno del ricovero».
E infatti il reparto di Medicina è pieno come quello di pediatria. «Nel caso di bambini si tratta di bronchioliti», precisa la responsabile, «che poi vengono seguite nel reparto di Pediatria. Ma per accedervi i bimbi devono avere il tampone Covid negativo che dobbiamo eseguire in ospedale. Quindi i genitori devono avere pazienza se devono attendere prima di poter fare la visita». E sono le attese le note dolenti per l'unità, conseguenza però dell'aumento del numero degli accessi, della complessità dei casi e della carenza dei medici. «Dopo la pandemia i pazienti sono tornati in pronto soccorso», riprende la direttrice, «ma i casi sono più complessi e numerosi. Se nei primi 13 giorni di gennaio 2021 sono stati 671 gli accessi, sono cresciuti ad 818 nel 2022 e mille il 13 gennaio scorso. Questo mentre nel 2021 i medici erano 14 e oggi sono la metà». Non solo: a breve un’altra dottoressa andrà in pensione e così saranno in 6, compresa la primaria che è sempre in ospedale. Si attendono rinforzi dalla Asl anche se il problema è nazionale perché ci sono sempre meno medici che si dedicano all’emergenza-urgenza.
E un aiuto serve anche per gli spazi. L’unità è in attesa della riconsegna dell’Obi (osservazione breve) oggetto dei lavori per la rimozione amianto. La ciclopica ristrutturazione del pronto soccorso iniziata nel febbraio 2011 doveva essere conclusa con l’Obi il mese scorso. Lo aveva assicurato anche l’assessore regionale Nicoletta Verì nella sua visita a fine ottobre dei cantieri aperti nel presidio, ma non è ancora ultimato.
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