Pronto soccorso e reparti pieni: il 30% dei pazienti ha l’influenza

Febbre alta e problemi respiratori, tre persone su dieci sono ricoverate per le forme più aggressive I medici: «Lavoriamo a pieno regime, il picco raggiunto a Natale ma i numeri restano importanti»
CHIETI . Il pronto soccorso lavora a pieno regime e i 107 posti letto dei tre reparti di Medicina sono costantemente occupati. Tre pazienti su dieci ricoverati nell’area medica dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti sono alle prese con forme influenzali o complicanze legate ai malanni di stagione. Un aumento dei casi si è registrato a partire dalla seconda metà di dicembre, con un picco raggiunto nel periodo natalizio. Ora i numeri sono stabili, seppur restino ancora significativi.
IL 30% CON L’INFLUENZA
«Il 30 per cento dei pazienti che accedono in pronto soccorso ha a che fare con patologie influenzali», conferma il direttore del pronto soccorso teatino, Emmanuele Tafuri. «Si tratta principalmente di persone anziane o affette da altre patologie che si aggravano con l’influenza. La sintomatologia è la classica, dalla febbre alle difficoltà respiratorie con un peggioramento di quelle che sono le patologie già di base dei pazienti complessi».
LA GESTIONE
«Noi cerchiamo di garantire al meglio l’assistenza», spiega Tafuri, «l’iper afflusso determina un rallentamento del processo». L’alta richiesta si ripercuote inevitabilmente anche sui ricoveri: «Anche questi stiamo cercando di gestirli nel miglior modo possibile. I pazienti a volte rimangono in pronto soccorso perché non c’è subito il posto letto».
CONFERME DAL REPARTO
Il primario del reparto di Medicina 1 del policlinico di Chieti, Francesco Cipollone, conferma le parole del direttore del pronto soccorso. «Il numero dei ricoveri è stabile, ma allo stato attuale tutte le Medicine sono piene. Sia noi che il pronto soccorso lavoriamo a pieno regime, ci sono delle difficoltà ma riusciamo a gestirle».
I POSTI LETTO
Il Covid di certo non aiuta. Nonostante i contagi in calo, il virus c’è e comporta un isolamento dei pazienti che si ripercuote anche sui posti letto. «Sì, abbiamo pazienti Covid», continua Cipollone, «la loro positività la diagnostichiamo grazie al costante monitoraggio con i tamponi. A quel punto predisponiamo l’isolamento in reparto in un’area grigia», spiega il primario della Medicina 1. «Questo crea un po’ di difficoltà per i posti letto, perché la stanza per l’isolamento può bruciare alcuni letti per pazienti non Covid». Sempre sul fronte dei posti letto Cipollone svela che «stiamo lavorando con l’azienda per la riapertura della Medicina di Ortona. Credo che avverrà nel giro di qualche giorno».
I CONSIGLI
In questo contesto il direttore del pronto soccorso dà consigli utili rispetto a quando è necessario recarsi in ospedale. «È opportuno», dice Tafuri, «quando da una prima valutazione fatta dal medico di medicina generale si ritiene che la persona non possa essere gestita a domicilio perché ci sono delle complicanze, oppure quando il paziente necessita di esami diagnostici che non possono essere eseguiti sul territorio o terapie specifiche».
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