Pronto soccorso intasato «Effetto del caldo record»

Chieti, il primario Tafuri: abbiamo registrato un aumento del 10% degli accessi A chiedere aiuto sono soprattutto gli anziani: ecco i consigli per evitare malori
CHIETI. Le temperature bollenti degli ultimi giorni intasano gli accessi al pronto soccorso di Chieti che, proprio nel primo fine settimana da bollino rosso, ha registrato 12 ingressi di pazienti per sintomi legati al caldo. Sono soprattutto gli anziani a essere i più colpiti dall’ondata di calore che li indebolisce, disidrata e, in molti casi, causa svenimenti e colpi di calore improvvisi. A presentarsi in pronto soccorso ci sono, poi, anche i più giovani e i bambini per le ustioni e scottature dei raggi solari.
Dottor Emmanuele Tafuri, primario del pronto soccorso di Chieti, si sta registrando un surplus di accessi in pronto soccorso a causa del cado torrido?
«Sì, abbiamo registrato un aumento di circa il dieci per cento da quando è iniziata l’estate».
Che età hanno i pazienti? «La maggior parte delle volte sono anziani, quindi over 80, persone fragili o con patologie croniche perché hanno maggiore tendenza a subire e sentire l’ondata del caldo di questi ultimi giorni. Inoltre, questi pazienti hanno già delle patologie, indirettamente legate al caldo, ma che vengono enfatizzate dalle alte temperature. Ci sono stati, però, anche accessi di ragazzi giovani».
Quali sono i sintomi più diffusi con le alte temperature?
«Disidratazione per la maggior parte dei casi, colpi di calore, svenimenti, spossatezza».
Come si interviene in questi casi?
«Se non c’è l’alterazione di parametri vitali e il paziente è giovane, solitamente lo facciamo entrare in pronto soccorso con un codice giallo. Se, invece, sono anziani e persone fragili, lo trattiamo sempre con un codice prioritario. All’ingresso cerchiamo di capire subito se sono sintomi legati solo al caldo o se c’è qualcosa di più che, a quel punto, bisogna approfondire in maniera adeguata».
Nei giovani che sintomi si presentano?
«Nella maggior parte dei casi riscontriamo eritemi solari o ustioni che, in teoria, non dovrebbero essere trattati in pronto soccorso. Ma spesso i ragazzi non sanno dove andare e vengono da noi».
E negli anziani?
«Sono pazienti fragili e manifestano episodi sincopatici, come il semplice svenimento. Per un paziente giovane questo può non avere delle conseguenze, mentre in un anziano potrebbe comportare, ad esempio, un trauma cranico o creare delle complessità anche nei pazienti che fanno terapie».
Quali sono i consigli che possono seguire anziani e persone fragili per affrontare questa ondata di caldo?
«Sicuramente devono evitare le ore più calde ed è fondamentale il controllo dei parametri, in particolare l’invito è di monitorare la pressione arteriosa. Tante volte, i pazienti anziani rimangono in trattamento con farmaci ipertensivi senza una rivalutazione. In estate, la pressione fisiologicamente scende. Bisogna, quindi, tenere sott’occhio questo parametro e, nel caso, andare dal medico curante o da uno specialista per la rimodulazione della terapia».
E i consigli per i più giovani?
«A loro consiglio di avere sempre la testa sulle spalle».

