Pronto soccorso, solo due medici «Poco personale, servizio in tilt»

10 Agosto 2021

Il reparto del policlinico in grave affanno con l’aumento delle richieste di aiuto anche per il caldo L’ex assessore regionale Paolucci porta il caso all’Emiciclo e minaccia un esposto alla Procura

CHIETI. Pronto soccorso ancora in grave affanno all’ospedale di Colle dell’Ara. La calura estiva, che crea problemi soprattutto agli anziani, gli incidenti stradali aumentati, spesso con giovani vittime, una medicina territoriale non in grado di fare da filtro per diminuire i ricoveri, stanno mandando in tilt il Pronto soccorso teatino che, per una serie di cause, si trova a far fronte all’aumento dell’utenza con solo due medici in servizio. E quando si affollano le ambulanze nel piazzale, la struttura finisce nel caos.
Il personale, stremato, cerca di fare del proprio meglio. Agli utenti non resta che attendere. Ore e ore. Senza una sala d’attesa degna di questo nome, con i parenti e gli accompagnatori costretti a stare fuori per evitare gli affollamenti all’interno, come da prescrizioni Covid. Poche le panchine all’esterno, accompagnatori e familiari nelle ore più calde sono costretti a cercare qualche scampolo d’ombra, appoggiati ai piani delle finestre oppure seduti sui gradini: cellulare in mano in attesa di notizie dai propri cari e immancabile bottiglietta d’acqua, con i panini comprati al bar dell’ospedale che saltano fuori all’ora di pranzo.
Ancora più difficile la situazione nella notte: più di un paziente si è sentito chiedere di tornare al mattino. Ma anche in pieno giorno i pazienti si sono sentiti dire che era meglio rivolgersi ad altri Pronto soccorso perché quello teatino non ce la fa a smaltire il lavoro. Lo riconosce lo stesso Pronto soccorso teatino, che da mesi non ha più un primario, e che sabato scorso ha inviato una segnalazione ufficiale alla Asl sulla «carenza di personale medico in servizio», avvertendo di avere solo due medici al lavoro. Una richiesta d’aiuto che acquista maggiore valenza in considerazione del periodo di particolare afflusso dell’utenza.
Le difficoltà del Pronto soccorso teatino non sono sfuggite al capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, l’ex assessore alla sanità Silvio Paolucci che annuncia un’interpellanza e minaccia un esposto in Procura. «Mentre il presidente della Regione Marco Marsilio propaganda una rete ospedaliera che non c’è», dice Paolucci, «i pazienti sono costretti ad andare altrove per carenza di medici per l’emergenza. La classe dirigente che governa la sanità abruzzese lascia appena due medici in servizio nel centro hub di Chieti: questa è la giunta Marsilio. Oltre all’interpellanza per avere urgenti chiarimenti su quello che è successo al Pronto soccorso del policlinico, non escludiamo un esposto puntuale se i gravissimi fatti di ieri dovessero ripresentarsi».
Paolucci intende andare anche al di là del caso puntuale, che ha voluto che restassero in servizio al Pronto soccorso teatino solo due medici, chiedendo quali sono «le reali intenzioni del governo regionale, dopo aver declassato il presidio di Chieti a Dea di primo livello. Tutti gli atti sono infatti fermi al 2018», continua l’ex assessore regionale, «il Pronto soccorso dell’ospedale di Chieti affoga nell’emergenza organico e affronta la settimana di Ferragosto senza medici e senza ausiliari, con file di ore, pazienti mandati indietro e la preghiera dalla trincea, di non indirizzare altre persone a Chieti. Tutto questo accade paradossalmente mentre chi governa annuncia 49 milioni di investimenti dopo aver cancellato il nuovo ospedale e sottratto al presidio di Chieti 30 milioni per ripianare il disavanzo della sanità regionale».
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