Psicosi Ebola nelle scuole: la Caritas in prima linea
CHIETI. Un dossier che fornisce tutte le informazioni utili sul virus Ebola, sulle strategie di contrasto dell'epidemia, la sua espansione, il collocamento geografico, i vettori di trasmissione e i...
CHIETI. Un dossier che fornisce tutte le informazioni utili sul virus Ebola, sulle strategie di contrasto dell'epidemia, la sua espansione, il collocamento geografico, i vettori di trasmissione e i rischi. E' l'impegno della Caritas diocesana di Chieti-Vasto che in questo periodo si trova a dover rispondere ad un crescente allarmismo da parte della popolazione locale. In particolare a rivolgersi alla Caritas sono diverse scuole di Chieti che accolgono bambini stranieri di origine africana. In tanti, tra i genitori degli alunni italiani, sono preoccupati per la presenza dei bambini africani nelle classi dei loro figli. «Per essere pronti a queste richieste d'aiuto - spiega la Caritas - abbiamo preparato un dossier su Ebola dove è evidente che tale patologia è squisitamente sociale ed attecchisce laddove non esistono reali condizioni di prevenzione e cura. Come dire è una patologia dei poveri e non certo dei paesi ricchi dove i casi sporadici sono stati subito individuati e fatti rientrare nella normalità».
Tra le informazioni utili c'è il fatto che per il contagio "non basta il contatto fisico, ma è necessario che i liquidi di persone infette abbiano una porta d’accesso nell'organismo sano. Alcuni esempi di fattori di contagio sono: toccare sudore, saliva, sangue o escrementi di persone infette e poi toccarsi bocca, naso o occhi; baciare o avere rapporti sessuali con una persona infetta; essere punti da una siringa usata per curare un paziente con Ebola; pulire il cadavere di una persona morta per Ebola. La categoria più esposta è il personale medico a contatto con malati di Ebola. Molto più difficile il contagio tra esseri umani in condizioni normali". (d.d.l)

