Punta Aderci, distrutti 9 ettari Trovate le tracce degli inneschi

L’indagine dei carabinieri forestali arriva a un primo risultato: scoperto il liquido per appiccare il rogo L’autore potrebbe avere le ore contate. Controlli 24 ore su 24 per evitare altre fiamme nella riserva
VASTO. Potrebbe avere le ore contate l’autore dell’incendio scoppiato a Punta Aderci la notte fra il 16 e 17 agosto. I carabinieri forestali di Vasto, al termine di un lungo sopralluogo, hanno raccolto indizi considerati importanti. Gli investigatori sono riusciti a scoprire già il tipo di carburante usato quella notte per accendere il fuoco. Il bilancio dell’incendio è grave: sono andati distrutti 9 ettari di terreno, in prevalenza sterpaglie e stoppie. Ma si è trattato del terzo rogo scoppiato in un mese all’interno della riserva naturale. Ogni volta le conseguenze sono state limitate grazie all’allarme lanciato dai cittadini e dall’intervento immediato di vigili del fuoco e Protezione civile. Le ferite però ci sono e si vedono.
Dopo l’ultimo rogo, due squadre della Protezione civile controllano 24 ore su 24 la zona per evitare nuovi episodi. Le fototrappole, poi, dovrebbero aiutare a prevenire altri assalti e potrebbero rivelarsi determinanti anche per capire cosa è accaduto. Nella caserma dei carabinieri forestali di Vasto sono ore di grande lavoro dopo l’accurata ispezione fatta nella riserva. Finora, l’indagine è già arrivata a un primo elemento: è stato individuare il tipo di combustibile utilizzato. Ed è proprio la tipologia del combustibile ad avere dato una sterzata alle indagini dirette dalla Procura di Vasto. L’ora in cui è stato acceso il rogo, poco prima della mezzanotte, fa pensare a un gesto voluto, ma non sono esclusi risvolti diversi. Fortunatamente questa volta il fuoco non ha raggiunto gli alberi. I soccorritori hanno creato subito una barriera che ha impedito alle lingue di fuoco di spingersi verso il litorale di Casalbordino. Ancora una volta è stato sfiorato il disastro ambientale.
Le cicatrici nella riserva di Punta Aderci sono davvero tante. Ogni anno in estate l’area viene bruciata. Dopo l’incendio di un anno fa, che ha divorato decine di ettari di vegetazione e sul quale è ancora aperta un’inchiesta, anche il 14 luglio scorso Punta Aderci è tornata nel mirino dei piromani. Provvidenziale è stato l’allarme lanciato da alcuni turisti che da un trabocco hanno visto in lontananza il fuoco. Poi, la mattina del 6 agosto c’è stato un secondo attacco nella riserva e a Vignola che ha terrorizzato anche i campeggiatori. Poco prima della mezzanotte del 16 agosto è scattato il terzo allarme.
«Da anni Punta Aderci», ricorda il sindaco Francesco Menna, «è nel mirino di scellerati che per imprudenza o volutamente offendono uno degli angoli più belli della costa. Non è facile prevenire azioni incendiarie. I gestori della riserva e il Comune ci stanno provando. La vigilanza è raddoppiata. Preziosa è la collaborazione di cittadini e turisti. Vigiliamo tutti per evitare che questo angolo di paradiso venga distrutto», esorta Menna.
Nel frattempo, le indagini proseguono alacremente. Non è escluso che, così come avvenuto per l’incendio appiccato a Carpineto Sinello un mese fa, i carabinieri riescano a risalire subito anche questa volta al responsabile del rogo.

