Qualità dell’aria, Chieti promossa. E l’ex conceria va verso la bonifica

I dati dell’Agenzia regionale non allarmano, ma allo Scalo si registra il superamento dei valori di ozono. Nasuti: «Picchi amplificati dal caldo». Entro il 2027 la chiusura della discarica di Casoni
CHIETI. L’aria di Chieti rispetta nel complesso i limiti di legge, ma resta una criticità durante i mesi estivi allo Scalo, dove nel 2025 sono stati registrati più di 25 superamenti del valore obiettivo previsto per l’ozono. Un dato che accende i riflettori sulla parte bassa della città e che entra fra i primi dossier affidati alla consigliera comunale del Pd Concetta Nasuti, alla quale il sindaco Giovanni Legnini ha assegnato la delega alla qualità dell’aria, ai siti inquinati e al monitoraggio ambientale.
«Dai dati pubblicati dall’Arpa sulla qualità dell’aria in Abruzzo per il 2025 emerge anzitutto una situazione di generale conformità ai limiti stabiliti dalla legge», spiega Nasuti. La questione più delicata riguarda l’ozono. «Non si può nascondere una criticità stagionale a Chieti Scalo durante il periodo estivo», sottolinea la consigliera, ricordando i frequenti superamenti del valore obiettivo. Non sono stati invece raggiunti livelli di allarme. «Le elevate temperature estive, unite ai precursori dell’inquinamento atmosferico, provocano inevitabilmente questi picchi: per questo è sempre più necessario investire in mobilità sostenibile e monitoraggio ambientale attivo».
Il rapporto preliminare Arpa relativo al 2025 conferma che in Abruzzo i limiti annuali sono stati rispettati per le polveri sottili Pm10 e Pm2,5 e per il biossido di azoto. Per l’ozono, invece, nei mesi più caldi la centralina “Scuola Antonelli” di Chieti Scalo ha registrato un numero di superamenti del valore di 120 microgrammi per metro cubo superiore a 25. Mai superata, però, la soglia di informazione fissata a 180 microgrammi. Il Comune punta ora anche sul verde. Nel Documento unico di programmazione 2027-2029 (il Dup) è stata inserita la definizione di un Piano verde e di riforestazione che prevede la piantumazione di 5mila alberi, mentre tra gli obiettivi ambientali figura il completamento della chiusura della discarica di Casoni entro il 2027. L’altro fronte riguarda le aree contaminate, soprattutto a Chieti Scalo. Nasuti sta completando una ricognizione dei siti interessati da procedimenti ambientali ancora aperti.
Un primo aggiornamento riguarda l’ex conceria Cap, una delle ferite ambientali più vecchie dello Scalo, ricompresa nel Sito di interesse regionale. Per la bonifica sono disponibili 4,3 milioni di euro dei fondi Fsc 2021-2027. Dopo il percorso avviato dalla precedente amministrazione Ferrara, il Comune è diventato soggetto attuatore dell’intervento al posto dell’Arap. «Il Comune metterà in campo le proprie strutture per aggiornare il progetto, avviare i lotti funzionali e restituire salubrità, sicurezza e prospettive al quartiere», annuncia Nasuti. Sono stati approvati, aggiunge, gli atti necessari alla selezione e all’affidamento degli incarichi professionali propedeutici all’apertura del cantiere, con il coinvolgimento dell’Arpa.
Per la consigliera quella ambientale sarà una delle priorità del mandato. Un impegno che rivendica anche come prosecuzione di un percorso personale iniziato anni fa: nel 2015, come delegata dell’associazione Codici Chieti insieme ai Medici per l’Ambiente, promosse una petizione per chiedere alla Regione un Registro tumori, poi istituito con legge regionale nel 2022. «La tutela ambientale e la salute dei cittadini rappresentano una priorità assoluta per questa amministrazione», conclude Nasuti. Il prossimo passaggio sarà completare la ricognizione dei siti contaminati della città e stabilire interventi necessari e tempi delle bonifiche.
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