Registro unioni civili la bomba arriva in aula

4 Febbraio 2016

La mozione in discussione lunedì. Maggioranza contraria, c’è aria di bufera Il Pd: sì all’iniziativa di Raimondi per farci trovare pronti al decreto Cirinnà

CIETI. L’istituzione di un registro comunale delle unioni civili approda all’attenzione del consiglio comunale di lunedì che si riunirà, in prima convocazione, alle 8 e 30 del mattino. L’iniziativa, che porta la firma in calce del capogruppo di L’Altra Chieti Enrico Raimondi, promette di trasformare l’assise civica in una polveriera. Anche perché il sindaco Umberto Di Primio, in qualità di vice presidente nazionale dell’Anci, è stato tra i primi sostenitori del Family Day che è andato in scena a Roma nello scorso fine settimana contro il cosiddetto decreto Cirinnà. Che prevede, oltre al riconoscimento delle unioni civili, l’adozione di figli da parte di coppie gay. Un punto su cui il centro destra non accetta compromessi o discussioni di sorta. Di conseguenza la mozione del consigliere Raimondi promette di spaccare in due l’aula consiliare.

Chiara Zappalorto, capogruppo del Pd, lancia un appello ai colleghi consiglieri di palazzo d’Achille. «L’augurio è che la mozione venga votata in massa dall’assise comunale in quanto la richiesta di Raimondi – afferma Zappalorto – potrebbe essere discussa a decreto Cirinnà già approvato o in procinto di esserlo. Chieti, in questo modo, si adeguerebbe alle direttive di legge a tempo record». La pensa diversamente, e non potrebbe essere altrimenti, Stefano Rispoli, capogruppo di Forza Italia. «Ritengo necessario dare diritti alle unioni civili ma questo non significa – precisa Rispoli – avallare l’adozione di figli alle coppie gay. La composizione della famiglia tradizionale, in questo caso, non va intaccata in alcun modo».

Il capogruppo di L’Altra Chieti, però, nella sua mozione chiede esclusivamente la costituzione di un regolamento per stilare un elenco delle unioni civili. Non basta, agli iscritti di tale registro, mozione di Raimondi alla mano, bisogna estendere «i benefici concessi dall’amministrazione comunale alle coppie coniugate, per quanto compatibili» e dare atto, inoltre, che «l’elenco sopracitato non ha alcuna azione o interferenza con i registri anagrafici e di stato civile o alcuna connessione con l’ordinamento anagrafico o di stato civile».

Nella mozione che verrà discussa lunedì, poi, il capogruppo di L’Altra Chieti ha fissato anche i requisiti minimi per maturare l’iscrizione all’elenco comunale delle unioni civili. Si va dalla necessità di essere residenti a Chieti e di coabitare da almeno un anno per “motivi di reciproca assistenza morale e/o materiale”, alla presentazione di una domanda, a firma congiunta di entrambi gli interessati, da inoltrare all’ufficio comunale competente per documentare il reale possesso dei requisiti richiesti. L’iscrizione all’elenco delle unioni civili deve decadere in automatico, scrive Raimondi nella sua mozione, nel caso in cui dovesse venir meno la coabitazione o la residenza nel Comune teatino.

«Siamo di fronte ad una battaglia di civiltà- spiega Raimondi- in un periodo storico in cui la problematica è molto avvertita nella nostra società. Spero che il consiglio comunale approvi la mia mozione con un voto bipartisan».

Jari Orsini