Religione e politica la lezione di Forte all’università

CHIETI. “Religione e politica: ebrei e cristiani in dialogo”. Questo il tema dell’appuntamento di mercoledì pomeriggio, nell’ambito delle “Quaestiones quodlibetales” organizzate dall’arcidiocesi di...
CHIETI. “Religione e politica: ebrei e cristiani in dialogo”. Questo il tema dell’appuntamento di mercoledì pomeriggio, nell’ambito delle “Quaestiones quodlibetales” organizzate dall’arcidiocesi di Chieti-Vasto e dall’università d’Annunzio all’auditorium del rettorato. Di fronte ad un pubblico composto da studenti, docenti, autorità militari e pochi politici ed amministratori del territorio, magari impegnati in questa serrata campagna elettorale, dopo il saluto del prorettore Stefano Trinchese, che ha sottolineato l’importanza di un dialogo interreligioso, è stato Oren David, ambasciatore di Israele alla Santa Sede, ad intrattenere l’uditorio su «valori ora condivisi tra le due religioni nonostante l’antisemitismo sia purtroppo un sentimento ancora comune».
Quindi l’intervento di monsignor Bruno Forte il quale ha evidenziato la necessità di una «diversa visione dell’ebraismo» considerando come «non si può essere cristiani senza amare il popolo di Gesù», l’importanza di un «dialogo tra diversi orientato verso la stessa meta» e di «un cammino che porti, come sollecitato a suo tempo dallo stesso papa Giovanni Paolo II, al «pentimento per le colpe della Chiesa verso il popolo ebraico». Sull’importanza del dialogo, che «ha origine nella creazione dell’uomo dal momento che l’essere esclusivo, inteso come unicità, racchiude dei pericoli», si è soffermato anche il rabbino Benedetto Carucci Viterbi sottolineando come «il termine tolleranza possa significare accettazione e sopportazione di un peso».
Infine il professor Paolo Coen che ha messo in risalto come, nell’arte, «Israele ci insegni molto proponendo, nella memoria della Shoah, immagini non di vittime sacrificali ma di reazione e rivolta contro una oppressione». (g.ren.)
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