Rendiconto approvato in giunta Ma arriva l’esposto al prefetto

CHIETI. Il rendiconto di gestione (la cui scadenza risale alla fine del mese di aprile) è stato adottato ieri mattina in giunta. La delibera deve però passare al vaglio del collegio dei revisori e,...
CHIETI. Il rendiconto di gestione (la cui scadenza risale alla fine del mese di aprile) è stato adottato ieri mattina in giunta. La delibera deve però passare al vaglio del collegio dei revisori e, solo dopo il parere positivo, potrà essere discussa in consiglio comunale. L’obiettivo dell’amministrazione del sindaco Diego Ferrara è fissare una seduta unica per il 12 giugno con all’ordine del giorno sia il consuntivo sia la delibera con la dichiarazione di dissesto a seguito della mancata omologazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale da parte dei giudici della Corte dei conti.
Nel frattempo, ieri mattina il consigliere di opposizione Stefano Costa (Forza Chieti) ha scritto al prefetto per sollecitare una diffida nei confronti del Comune, visto che «a distanza di più in un mese dalla scadenza del 30 aprile, data ultima per l’approvazione del rendiconto 2022, non ha ancora nemmeno prodotto la documentazione propedeutica all’approvazione del documento». Costa, nella nota inviata al prefetto, ripercorre anche le vicende dell’ultimo consiglio comunale sull’approvazione delle nuove aliquote della Tari, la tassa sui rifiuti, conclusosi con l’intervento in aula della Digos e con lo spettro di un ricorso al Tar. «Nello svolgimento dell’assemblea civica», scrive Costa, «ho richiesto di poter visionare un documento che doveva essere all’interno della cartellina della delibera da approvare. Si tratta del documento con protocollo N3386 del 15 maggio scorso, come era riportato in delibera, quindi da considerare e valutare come atto integrale per l’approvazione della delibera. Dopo aver atteso invano che la mia più che giustificata richiesta venisse esaudita con la messa a disposizione del documento richiesto, ho anche cercato di contattare la prefettura per renderla personalmente edotta riguardo a quanto stava accadendo». «Data l’ora in cui tutto è avvenuto», prosegue Costa, «non sono riuscito a parlarle direttamente: mi sono stati inviati due agenti della Digos ai quali ho riferito ciò che stava accadendo, perché riportassero alla sua persona i fatti denunciati. A questo punto, alla luce di quanto esposto, le chiedo un intervento che possa fare chiarezza su quanto accaduto e possa verificare la regolarità dei comportamenti avuti dagli amministratori del Comune nei confronti di atti che coinvolgono direttamente gli interessi dei cittadini». (y.g.)
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