Renzetti, pochi anestesisti «La chirurgia va a rilento»

20 Novembre 2020

Il presidente del consiglio comunale Marongiu sollecita un intervento risolutore «Il Renzetti è presidio no-Covid ma le sedute operatorie sono ormai ridotte»

LANCIANO. «Servono anestesisti a Lanciano per rafforzare subito le sedute operatorie dell’ospedale Renzetti, presidio no-Covid di riferimento della Provincia e per inviare medici ad Atessa, nel reparto Covid con 58 posti letto. Senza rinforzi il Renzetti rischia di bloccare le attività e Atessa può andare in sofferenza». È il presidente del consiglio comunale di Lanciano, Leo Marongiu, a tornare sulla carenza degli anestesisti, ormai cronica nell’ospedale cittadino dove dovrebbero esserci 18 medici e invece ce ne sono 14 (che scendono considerando le prescrizioni) e che a causa di questa carenza a gennaio dovette tagliare un centinaio di interventi chirurgici e le attività ambulatoriali. Oggi questa carenza rischia di ripercuotersi negativamente non solo sul comprensorio di 150.000 residenti ma anche sul resto della provincia.
«Gli anestesisti sono fondamentali per le sedute operatorie, per gli altri reparti e ora con il Covid lo sono ancora di più», dice Marongiu, «ma al Renzetti continuano a mancare. Eppure ora l’ospedale deve rispondere a tutte le esigenze chirurgiche e offrire assistenza a pazienti affetti da altre patologie no-Covid che emergono a livello provinciale, non solo del bacino di utenza locale, come deliberato dalla Asl il 10 novembre scorso. Inoltre», precisa Marongiu, «sempre lo stesso reparto di anestesia e rianimazione di Lanciano (guidato dalla dottoressa Daniela Albanese, ndc) deve inviare anestesisti ad Atessa, dove sono stati attivati 58 posti di area medica Covid. Per rispondere al meglio alla funzione no-Covid del Renzetti e quella Covid del San Camillo di Atessa servono medici».
Secondo i conti fatti da Marongiu 14 anestesisti riescono oggi a garantire 2 sedute operatorie di mattina e una di pomeriggio per 5 giorni alla settimana, urgenze escluse. In questo quadro vengono assicurati gli interventi di chirurgia, ortopedia, otorino, maxillofacciale, urologia, ginecologia, ostetricia e odontostomatologia. «Se una parte del personale verrà dislocato ad Atessa», riprende il presidente del consiglio comunale, «per non bloccare l’attività chirurgica del Renzetti servirà non solo rimpiazzare numericamente il personale trasferito ma anche prevedere un immediato potenziamento per poter riuscire a garantire ulteriori sedute operatorie. Finora l’azienda non ha soddisfatto le richieste del Renzetti per “carenza di anestesisti”, ora invece sappiamo ci sono 4 richieste di mobilità verso Lanciano e 7 nuove assunzioni da parte della Asl: ci aspettiamo che le mobilità vengano rese immediatamente esecutive e che le 7 nuove assunzioni siano destinate agli altri ospedali aziendali». (t.d.r.)
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