Residenti in fuga dal Vastese, si spopolano le aree interne

Si salvano sulla costa Vasto e San Salvo, nell’entroterra la popolazione continua a scendere. Non basta l’aumento degli stranieri. Il grido dei sindaci: «È la morte di questo territorio»
VASTO. Il Vastese si spopola. I dati dell’Istat, aggiornati al 31 dicembre 2016, mostrano una situazione decisamente allarmante. Sulla costa si salvano Vasto e San Salvo mentre nell’entroterra, nonostante l’aumento della popolazione straniera, i residenti continuano a diminuire. Vasto è passata dai 41.087 residenti del 1° gennaio 2016 ai 41.283 del 31 dicembre 2016; gli stranieri sono 2.616 di 83 nazionalità diverse (tra cui 1.274 rumeni, 232 marocchini e 131 cinesi). San Salvo sale a 20.055 residenti, dai 20.014 del 1° gennaio 2016, con una presenza di 1.655 stranieri di 49 nazioni (tra cui 976 rumeni, 218 albanesi e 156 cinesi). Nell’entroterra cresce il comune di Carunchio, che passa da 601 a 628 grazie agli stranieri. A Palmoli il flusso è ondeggiante: 980 residenti nel 2012, 913 un anno fa e ora 934. Ma anche in questo caso a far salire la popolazione sono gli stranieri. Saldo negativo anche per i comuni costieri e dell’hinterland: Casalbordino, Pollutri ,Cupello e Monteodorisio si spopolano. Con 185 residenti San Giovanni Lipioni è il paese con meno abitanti del Vastese. Il fenomeno riguarda tutta la provincia di Chieti, che ha perso in un anno circa 1.800 residenti. Le recenti elezioni amministrative hanno confermato lo spopolamento e contestualmente l’innalzamento dell’età media della popolazione. Sono soprattutto i giovani ad andare via. Molti hanno la laurea in tasca e vanno via alla ricerca di un futuro. Spesso all’estero: tanti quelli che scelgono l’Inghilterra. Negli ultimi 5 anni il Vastese ha perso fabbriche, l’ospedale di Gissi è stato ridimensionato e così pure moltissime attività artigianali o centri specializzati. L’ultimo in ordine di tempo che pare destinato alla chiusura è il Cotir. Chi ha la laurea è costretto a lasciare i piccoli comuni. La viabilità disastrata accresce i disagi e chi per molto tempo ha fatto il pendolare ora preferisce trasferirsi. «Non abbiamo industrie e il settore artigianale non sta bene. La necessità di lavorare obbliga i residenti ad andare via. Una nuova nicchia di lavoro potrebbe essere l’agricoltura, ma ha bisogno di incentivi e meno burocrazia. Lo stesso il turismo»,dice il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci. Il collega di Villalfonsina, Mimmo Budano, sottolinea anche un’altra pesante conseguenza della fuga dei giovani: «Da qualche anno i giovani portano via anche gli anziani. Il perché è presto spiegato: nel Vastese non ci sono servizi e manca un’adeguata assistenza sanitaria. L’anziano trova difficoltà per qualsiasi servizio e non è più sicuro di poter ricevere cure adeguate in caso di bisogno. I giovani appena possono portano via genitori e nonni. È un fenomeno che se non analizzato per tempo e curato a dovere porterà alla morte del Vastese. La Regione ha molte responsabilità. Da diversi anni ormai siamo la periferia d’Abruzzo, che non viene più presa in considerazione», denuncia Budano.
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