Riabilitazione ad Atessa, il caso in Regione

3 Settembre 2020

Interpellanza di Taglieri (M5S) per lo spostamento del reparto dall’ospedale di Ortona al San Camillo

ATESSA. Ha presentato una interpellanza in Regione il consigliere Francesco Taglieri (M5s) per capire i motivi dello spostamento della riabilitazione intensiva dall’ospedale di Ortona a quello di Atessa deciso dalla Asl. «Con una delibera che va in direzione opposta con quanto previsto dal piano di riordino della rete ospedaliera, la Asl trasferisce l’unità complessa di Riabilitazione ad alta intensità di cura da Ortona all’ospedale di Atessa», dice Taglieri, «che non ha al momento condizioni logistiche adeguate e locali conformi alle esigenze che possono compromettere il recupero funzionale o addirittura aggravare la patologia dei pazienti ricoverati». Per Taglieri si sposta poi un reparto che ha già problemi per la cronica carenza di personale, «tale da mettere a rischio perfino i 60 minuti di riabilitazione quotidiana che ogni singolo paziente dovrebbe sostenere», oltre a creare problemi per turni, ferie, permessi e congedi al personale in servizio. «Ad Atessa», riprende il consigliere, «nell’area dove si vuole spostare l’unità, molte stanze sono prive di servizi igienici dedicati, la palestra ha spazi minimi, i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali sono difficili da realizzare, e mancano del tutto quelli dedicati agli utenti esterni che necessitano di cure riabilitative. A rendere ancora più preoccupante una situazione già grave di per sé, c'è anche il fatto che pazienti già fragili vengono trasferiti da un ospedale non-Covid come quello di Ortona, ad uno destinato alla cura dei positivi al Covid come quello di Atessa, con rischi per la salute presumibilmente maggiori». Taglieri fa notare poi che il piano di riordino della rete ospedaliera della Regione assegna al Bernabeo di Ortona la specialità di “Recupero e riabilitazione funzionale”, e che invece la delibera Asl la sposta senza tenere conto quindi del piano. «Chiederò spiegazioni direttamente alla Giunta regionale», chiude il consigliere, «perché la priorità è garantire il miglior servizio sanitario agli utenti e permettere agli operatori di lavorare nelle migliori condizioni possibili. È il momento che il centrodestra, una volta per tutte, si muova di conseguenza senza guardare in faccia nessuno». (t.d.r.)