Riaperta l’osservazione breve: 8 posti in più al pronto soccorso

12 Agosto 2023

Boccata d’ossigeno nel reparto del Renzetti che torna così alla piena operatività dopo quattro anni La Asl: «Servizio importante per trattare in modo appropriato chi non ha bisogno subito di ricovero»

LANCIANO. Otto posti letto in più nel periodo di Ferragosto in cui si registrano maggiori accessi e carenza di personale. Boccata d'ossigeno per il pronto soccorso dell'ospedale di Lanciano, che torna alla piena operatività con la riapertura, dopo quattro anni, del reparto di Osservazione breve (Obi). Ieri c'è stata una visita informale della direzione Asl che ha suggellato la riconsegna dell'opera. Assente per un impedimento personale il direttore generale Thomas Schael, che ha delegato il direttore sanitario facente funzioni Maria Di Sciascio. Presente l’assessore regionale Nicola Campitelli.
REPARTO RISTRUTTURATOL'Obi, chiusa dall'estate 2019, ha subito una ristrutturazione totale, con la rimozione dell'amianto e il rifacimento di stanze, pavimenti, impianti, bagni interni, interventi affidati alle imprese Sciascio, D’Ippolito e Fantini. «Abbiamo accelerato sull’apertura», spiega Di Sciascio, «anziché rinviare ad altra data in presenza del direttore, come lui stesso ci ha invitati a fare, perché in un periodo di affollamento come questo è importante disporre di un servizio che consente di trattare in modo appropriato casi che non necessitano di ricovero immediato, ma di un approfondimento diagnostico o di terapia con osservazione per alcune ore». Una modalità di gestione che permette una diversa valutazione dei pazienti con sintomi minori, evitando ricoveri impropri che impattano sull’efficienza dei reparti e sugli stessi utenti. La Asl ha investito 200mila euro per i lavori. Un aspetto tecnico importante riguarda la pressurizzazione degli ambienti, con isolamento delle stanze in caso di pazienti con malattie infettive, così da garantire condizioni di protezione al pronto soccorso.
DIGNITÁ AI PAZIENTI«Questa riapertura è importantissima sotto l'aspetto della distribuzione dei pazienti», sottolinea Nicoletta Fini, direttore del pronto soccorso del Renzetti, «possiamo togliere tutte le barelle all'ingresso e nei corridoi e ridare così dignità ai pazienti». Responsabile dell'Obi è stata nominata la dottoressa Fausta Montesi, mentre la coordinatrice incaricata è Monica Di Paolo. Il pronto soccorso di Lanciano torna così a “respirare”. Ormai gli accessi hanno raggiunto i livelli pre-Covid: se ne contano 110-120 al giorno, per lo più pazienti cardiologici, neurologici e politraumi. Sono più i codici gialli che verdi, segno che l'utenza si rivolge in maniera abbastanza corretta alle cure del pronto soccorso. Resta il problema della carenza di medici di medicina d'urgenza, problema che affligge la sanità nazionale. A Lanciano da 17 medici che c'erano, sono rimasti in sei, compresa la responsabile.
CARENZA MEDICI«Chieti ci aiuta con gli specializzandi dell'ultimo anno, una grossa mano ci arriva anche da Atessa e Casoli», dice Fini, «ma lo spirito di squadra e la dedizione al lavoro è di tutti i colleghi, anche i più anziani: siamo tutti stanchi perché abbiamo rinunciato a ferie e riposi, ma nessuno si è tirato indietro per fare andare avanti il lavoro dell'ospedale». Sulla questione personale interviene anche il direttore del Dipartimento emergenza urgenza Emmanuele Tafuri: «Stiamo finalmente ragionando in ottica dipartimentale, da Chieti a Vasto, cercando di risolvere i problemi nell'insieme. È un periodo di grave carenza di personale, in Italia mancano migliaia di medici di medicina d'urgenza, e chi lavora lo fa in maniera molto difficoltosa rinunciando a volte anche a riposi e ferie. C'è un concorso in essere, per una decina di unità mediche, che speriamo possano andare a rinforzare gli organici di Lanciano e Vasto».
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