Riapre “Bellavista” il ristorante simbolo

In anteprima le foto degli interni, è bello come vent’anni fa
CHIETI. Riapre il ristorante Bellavista, la sentinella di Chieti che, dall’alto della sua terrazza, offre il panorama più bello d’Abruzzo. Riapre dopo vent’anni un simbolo che la città aveva perso. E noi, in anteprima, mostriamo i suoi nuovi interni dove i lavori sono stati terminati. Il salone è rimasto enorme, i bagni sono eleganti, aria condizionata, grandi vetrate e una terrazza che i teatini non scambierebbero neppure con la Torre di Pisa o il Colosseo. L’impressione che si prova subito è quella di salire su una DeLorean, con le porte che si aprono a gabbiano per volare nel tempo come Doc Emmett Lathrop Brown in Ritorno al Futuro. Ma questo non è un film.
Il Bellavista rinasce davvero. In questi giorni, è in corso una serrata trattativa tra la proprietà dell’immobile, una società pugliese, la Arco Srl, ex Petruzzelli, ed un notissimo chef abruzzese. Uno di quegli chef che ti portano mezza Italia a Chieti.
Se la trattativa andrà in porto, il nuovo Bellavista diventerà un volano della città, come lo erano quello antico oppure il Venturini dove pranzava persino Federico Fellini. Ma torniamo all’oggi.
Il Bellavista potrebbe riprendere la sua prestigiosa attività prima dell’estate. Come ai tempi del compianto Filippo Di Francesco e del più professionale dei camerieri d’Abruzzo, quel Sergio che ancora adesso vedi passeggiare per il Corso con tanta, ma proprio tanta, nostalgia addosso. La nostalgia degli anni in cui il ristorante che svetta all’ultimo piano del palazzo ex Upim accoglieva banchetti di nozze, cresime, comunioni, battesimi, cene di club service o di politici, prevalentemente diccì, come quella volta con Giulio Andreotti, per non parlare di artisti e presentatori noti, primo fra tutti Pippo Baudo, del quale spiccava una foto in cornice dietro alla cassa dove Filippo Bellavista, il cuoco che cucinò il pranzo a papa Paolo VI quando questi venne in Abruzzo, ti accoglieva con il più cordiale dei sorrisi. Ma Filippo, scomparso pochi anni fa, sarebbe felice oggi a leggere questa notizia che va controtendenza e ridà speranza ad una città che sembra morente ma non lo è. La rinascita del Bellavista dimostra che Chieti attrae ancora e molto. Riavrà presto anche la sua Casina dei Tigli, grazie a un sommelier e ristoratore di Fara Filorum Petri, Gaudenzio D’Angelo, che ha voluto scommettere sulla città della cultura. Loro ci credono. I nostri politici no.

