Riapre il sansificio? Sit-in davanti al tribunale

1 Novembre 2015

Treglio, mercoledì la protesta a Lanciano dopo che uno dei camini dell’impianto è stato riattivato

TREGLIO. Cresce la mobilitazione a Treglio contro la possibile riapertura del sansificio Vecere. Il Comune e il movimento Nuovo Senso Civico (Nsc) per mercoledì, 4 novembre hanno chiamato i cittadini a raccolta davanti al tribunale di Lanciano. Qui, dalle 9,30, ci sarà un sit-in a cui sarà presente anche una delegazione di sindaci del territorio, per dire no alla riattivazione dell’impianto, sequestrato nei mesi scorsi dalla Procura insieme all’attigua centrale a biomasse.

«La popolazione», dicono il sindaco Massimiliano Berghella e il presidente di Nsc, Alessandro Lanci, «deve dimostrare che la salute viene prima degli interessi di un privato. Qui, quando l’impianto era in funzione, era impossibile spalancare le finestre a causa di fumi e fuliggini; era impossibile stendere la biancheria ad asciugare, ma era difficoltoso anche respirare una boccata d’aria pura». «Tra l’altro», evidenzia Lanci, «va ricordato che le polveri più pericolose non sono quelle che si vedono, ma quelle invisibili».

Il sansificio è stato chiuso dalla magistratura a causa delle emissioni irregolari in atmosfera e perché non a norma e fonte di inquinamento, come accertato dai superperiti messi in campo dal procuratore Francesco Menditto: il 16 novembre prossimo partirà il processo a carico dei titolari.

L’allarme in paese, è scattato venerdì mattina, quando una delle ciminiere dell’impianto produttivo è tornata a fumare. Il sindaco, allertato da numerosi cittadini, si è mobilitato per capire che stesse succedendo. «Ho chiamato i carabinieri», ha spiegato Berghella venerdì sera in una riunione urgente tenuta in municipio insieme a Nuovo Senso Civico, «ma non ne sapevano nulla. In Comune non è arrivata alcuna comunicazione. Sono andato in Procura e qui, assente il procuratore, mi hanno riferito che la società Vecere aveva chiesto la riapertura di una parte del sansificio per poter lavorare, e che probabilmente erano in corso dei test da parte dell’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale) per valutare la qualità delle emissioni. L’impianto è stato dissequestrato?Sono stati tolti i sigilli a una parte di esso? Non lo sappiamo. Le idee ci verranno chiarite mercoledì, col rientro del procuratore Menditto».

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