Riconversione ospedale Atessa fa le sue proposte

5 Aprile 2015

LiberAtessa: qui il Trauma center ortopedico e la Riabilitazione per tutta la Asl Borrelli (Mau): il progetto di Paolucci sia base per un confronto finora mancato

ATESSA. Fa discutere “l’ipotesi di lavoro” dell’assessore regionale alla sanità per l’ospedale di Atessa anticipata ieri dal Centro. «L’ospedale di Atessa dovrà essere convertito in Presidio territoriale di assistenza o Casa della salute», è la sintesi di Silvio Paolucci che parte da una premessa: «È il decreto del ministro Beatrice Lorenzin che pone per legge la necessità di una riqualificazione del sistema e nuove funzioni al posto delle vecchie». Sull’ipotesi non sono mancate le polemiche. «Il Centro finalmente ha chiarito il disegno che Paolucci ha su Atessa, che corrisponde sostanzialmente all’idea di un presidio di comunità, che al netto delle parole belle e forbite, è una sorta di “ospizio” non meglio definito», scrive in una nota LiberAtessa, gruppo politico che fa capo al sindaco Nicola Cicchitti. «A questa proposta rispondiamo: più che un ospedale di comunità vogliamo un ospedale per la comunità. Secondo noi, Atessa ha numeri e mezzi - sale operatorie, reparti di degenza e personale altamente qualificato - per ospitare un vero e proprio Trauma center ortopedico e una Riabilitazione al servizio dell’intera Asl che si occupi in toto del percorso diagnostico-terapeutico e riabilitativo del paziente». Nella proposta di LiberAtessa, nell’ambito riabilitativo dovrebbe essere compreso anche un percorso destinato agli infartuati e ai pazienti colpiti da ictus, patologie in cui la fase riabilitativa è fondamentale per riacquistare una qualità di vita dignitosa. «Nascerebbero dunque servizi dedicati al cittadino di Atessa e dintorni, ma anche di Chieti, di Lanciano, di Vasto e che addirittura potrebbero essere oggetto di mobilità attiva da altre Asl e Regioni, in particolar modo dal Molise. O forse invece si preferisce che di queste prestazioni continuino a occuparsene le strutture sanitarie private a suon di milioni?». Il prossimo incontro con Paolucci è previsto per il 9 aprile e in quella circostanza LiberAtessa promette: «Non ci accontenteremo di belle parole come risposta».

Anche Giulio Borrelli, capogruppo del Movimento Atessa Unita (Mau) e coordinatore politico di Abruzzo Civico, movimento del quale fa parte Mario Olivieri, consigliere regionale e presidente della quinta commissione sanità, interviene sull’argomento. «L’ospedale di Atessa è stato smantellato tra il 2007 e il 2013 chiudendo interi reparti, trasferendo i primari, e togliendo, alla fine, le urgenze. Coloro, come gli esponenti di LiberAtessa, che non hanno denunciato quel progressivo declassamento e hanno rivendicato, addirittura, quei ridimensionamenti come un fiore all’occhiello della loro attività politica e amministrativa, che titolo hanno oggi per salire in cattedra e indicare a “Abruzzo Civico” come comportarsi?» si chiede Borrelli che aggiunge: «Il nostro movimento ha sempre criticato scelte sbagliate, e si batte, con coerenza, in difesa delle esigenze dei cittadini. Vogliamo lavorare, fino alla fine, con spirito unitario e costruttivo, per salvare il salvabile». Riguardo alla proposta di Paolucci, Borrelli precisa: «Ci sono alcuni aspetti che non ci convincono e altri che vanno approfonditi. Ad esempio, che cosa significa: “Si continuerebbe a fare almeno il 60% degli interventi che si fanno oggi ad Atessa”? La proposta Paolucci, tutta da verificare, può essere comunque la base per l’avvio di un confronto che finora è mancato. Dobbiamo batterci perché le esigenze del nostro territorio siano rispettate. Nel frattempo, per ricreare anche un clima di serenità alla vigilia della trattativa, va sospesa la decisione di chiusura del blocco operatorio presa dai dirigenti della Asl».

Matteo Del Nobile

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