Rifiuti, l’assessore Valente: «Le bollette errate sono 350»

20 Ottobre 2016

LANCIANO. «Ad oggi le cartelle Tarsu rettificate sono 350, per un totale di 30mila euro». Finalmente c’è un dato, ufficiale, dal Comune sul caso delle “cartelle pazze”, le bollette relative alla...

LANCIANO. «Ad oggi le cartelle Tarsu rettificate sono 350, per un totale di 30mila euro». Finalmente c’è un dato, ufficiale, dal Comune sul caso delle “cartelle pazze”, le bollette relative alla tassa sui rifiuti del 2013 inviate a chi ha già pagato. Lo rivela l’assessore alle finanze, Pino Valente (Progetto Lanciano), sollecitato in consiglio comunale da un’interrogazione della minoranza. Sono 7.564 le cartelle totali (per un importo di 1.868.000 euro) inviate dall’ufficio tributi per le morosità riscontrate nel 2013. Di queste, però, una percentuale è arrivata a chi era già in regola con il pagamento della tassa. Per il Comune si tratta, ad oggi, quasi del 5%: le 350 cartelle, cioè, finora rettificate negli uffici comunali. Ma ci sono contribuenti che hanno ripagato la tassa pur non dovendo e altri che non si sono recati (oppure non ancora lo fanno) in municipio.

«Nei giorni scorsi c’è stato un afflusso importante di cittadini negli uffici per chiedere informazioni sulla tassa del 2013», ammette l’assessore, «afflusso che oggi si sta normalizzando. Il 3-4% di errore è fisiologico quando si tratta di grandi numeri, ma stiamo cercando di migliorarci per abbassare questa soglia. L’assessorato alle finanze sta facendo incontri con la Soget e la casa madre del software Tarsu per evitare che gli errori si ripetano in futuro».

L’interrogazione presentata dai consiglieri di minoranza, Tonia Paolucci, Riccardo Di Nola, Antonio Di Naccio, Errico D’Amico e Roberto Gargarella, poneva anche la questione dei rimborsi sull’ultima rata della Tarsu 2013, sulla base di una sentenza della Commissione tributaria regionale (su ricorso di un contribuente lancianese) che ha giudicato illegittimi gli aumenti della tariffa applicati dal Comune scegliendo, come consentito dal Governo, di non applicare più la Tares e di prorogare la Tarsu in vigore fino all’anno prima. «Il Comune ricorrerà in Cassazione», annuncia Valente, «poiché le scelte fatte nel 2013 sono giuste. La Commissione tributaria provinciale, in primo grado, aveva dato ragione all’amministrazione comunale. È stata quella regionale a ribaltare la sentenza. Ricorreremo in Cassazione poiché riteniamo assurdo che i costi in più del servizio rifiuti, circa 900mila euro, dovessero finire nella fiscalità generale, ad esempio nell’Imu, ed essere pagati da tutti i cittadini. Nel 2013 la scelta di tornare alla Tarsu evitò una stangata per alcune tipologie di attività commerciali e per le famiglie numerose. Difenderemo queste scelte». Fino ad oggi sono 138 le richieste di rimborso della rata pervenute in Comune, per un totale di 3.600 euro.

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