Rifugio Pomilio isolato, il M5S: «È un danno per il turismo»

RAPINO. «La Provincia è carente sulla manutenzione e delibera la chiusura dell’unica strada d’accesso al Rifugio Pomilio. Ma le mancanze della politica non possono essere pagate da operatori...
RAPINO. «La Provincia è carente sulla manutenzione e delibera la chiusura dell’unica strada d’accesso al Rifugio Pomilio. Ma le mancanze della politica non possono essere pagate da operatori turistici e soccorso alpino». Dopo la diffida del sindaco di Rapino, Rocco Micucci, contro la Provincia di Chieti che con un’ordinanza ha vietato il transito sulla strada, prende posizione anche il M5S che chiede una svolta. La deputata Daniela Torto ha fatto un sopralluogo e, in un video su Facebook girato all’altezza della chiusura, dice: «Lancio un appello alla Provincia e alla Regione affinché si risolva questa situazione per il bene del nostro Abruzzo. Mi appello anche all’assessore Mauro Febbo: noi siamo qui ad aspettare che lei batta un colpo».
Interviene anche il consigliere regionale Francesco Taglieri: «L’ordinanza con cui la Provincia di Chieti ha chiuso tre chilometri di strada provinciale 220 della Majelletta, che da Passolanciano porta al Blockhaus, rappresenta un colpo duro impartito a una zona essenziale per il nostro turismo e per il territorio abruzzese. È gravissimo vedere che, ancora oggi, l’ente preposto a garantire la sicurezza di un tratto di strada venga meno ai propri doveri e, invece di trovare una soluzione concreta, si limiti a impedirne il transito, abbandonando i lavoratori di un rifugio importante come il Pomilio a cui, adesso, è impossibile accedere. La giunta regionale di centrodestra resta a guardare, nonostante le tante promesse fatte, e non perde mai occasione per parlare di turismo ma poi, nei fatti, consente che avvenga una cosa di questa gravità».
La motivazione con cui è stata chiusa la strada è legata al fatto che il Parco nazionale della Maiella, che gestiva il tratto prima di riconsegnarlo alla Provincia, non avrebbe effettuato i doverosi lavori di manutenzione: «Una spiegazione che, a nostro avviso, non regge», dice Taglieri, «dal momento che la Provincia è sempre rimasto soggetto attuatore dei progetti di sviluppo per quel tratto di strada, e che era comunque un dovere dell’amministrazione avere sempre un attento controllo dell’area, alla luce delle problematiche che già si ripetevano negli anni precedenti».

