Rigore calciato fuori, tutti applaudono il numero 10

5 Giugno 2019

Il gesto di fair play di un giocatore del River 65, il presidente: «È la nostra cultura» E gli allenatori rilanciano la lealtà: «Vale più di una vittoria, trasmettiamo valori»

CHIETI. Una svista arbitrale, il rigore fischiato ma non meritato. E così il rigorista, 14 anni, tira la palla mandandola intenzionalmente fuori. Un calcio all’insegna del fair play che ha suscitato gli applausi della città. Più di una partita vinta.
È successo sabato scorso sul campo da calcio del Celdit nella partita tra River 65 e Virtus Lanciano. Sullo zero a zero l’arbitro assegna un rigore al 14enne del River Cristian Tamburro. Ma lui è caduto da solo davanti alla porta. E lo dice. Così l’allenatore Davide Antignani, il vice Stefano Di Crescenzo e tutta la squadra decidono di mandare la palla fuori. A calciarla lontano dallo specchio della porta è Matteo Grossi, che riceve i complimenti di tutti. La partita è poi finita con una sconfitta per 3 a 1. Ma sul piano morale la vittoria c’è tutta.
«Hanno dimostrato di avere sani valori e principi. E, al di là se diventeranno o meno calciatori, è quella la prima cosa che ci interessa», dice Antignani che da due anni allena l’under 14. «Ci tengo a precisare che l’aver tirato il rigore fuori non voleva essere una critica all’arbitro. Noi insegniamo ai ragazzi che l’arbitro è la prima persona che va rispettata. Ma ci può stare che non abbia visto un passaggio. E approfittare di un errore arbitrale sarebbe stato meschino».
Un gesto che è molto piaciuto anche il presidente della squadra Mauro Bassi, una vita nel River, prima come giocatore, fin dalla nascita nel 1965, e poi come presidente (tradizione poi passata ai due figli anche loro calciatori rosanero): «Da quando è nata, questa società ha portato avanti sempre i valori della sportività e del fair play», dice, «per questo motivo non sono molto sorpreso di quello che è successo durante la partita con la Virtus Lanciano. Episodi di questo genere accadono per fortuna spesso. Ciononostante vanno sempre sottolineati in maniera più che positiva perché non si dimentichi il valore della sportività». Una cultura condivisa, quella del fair play, anche dalle altre squadre teatine di calcio giovanile. «Il gesto va sicuramente premiato», dice Andrea Del Grosso, direttore sportivo del Città di Chieti, «se riusciamo a insegnare sani principi ai più piccoli, domani avremo un calcio migliore». «Sicuramente è stato un bellissimo gesto, che va sottolineato come tale per alimentare la cultura del fair play, che tra i ragazzini per fortuna si sta sviluppando sempre di più», dice Antonio Ronci, presidente del settore giovanile del Chieti Fc 1922, la prima squadra della città.
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