Ripa, torna l’incubo siccità Senz’acqua 4mila cittadini

Il black out si ripete anche di domenica a distanza di sole 48 ore dal primo caso Esplode la rabbia della gente che se la prende con l’Aca e ora anche col sindaco
RIPA TEATINA. La siccità: un pericolo che sembrava sventato almeno nelle società più avanzate. A Ripa Teatina, però, ogni anno i cittadini devono sperare che il mese di luglio e il caldo estivo non arrivino mai. La città è a secco: già un paio di giorni fa era scoppiata la polemica tra Comune e Aca, vista la sistematica interruzione del servizio idrico. Ebbene, dopo solo 48 ore la storia si ripete: ieri mattina 4.200 cittadini si sono svegliati di nuovo senz’acqua. «Ogni anno è la stessa storia, quando arrivano i mesi estivi c’è la tragedia», sbottano alcuni, «non possiamo fare una doccia, cucinare, lavarci. E il caldo aumenta. Le attività commerciali non possono lavorare». Il sindaco Ignazio Rucci già si lamentava della situazione: «Basterebbe una spesa minima, attraverso l’installazione di un sistema di telecontrollo sul serbatoio stesso che segnali eventuali avarie in tempo reale, al fine di poter intervenire tempestivamente ed evitare l’abbassamento del livello dell’acqua o addirittura lo svuotamento del serbatoio stesso. È inaccettabile che per la superficialità dell’azienda Aca sia la comunità di Ripa a pagare le conseguenze più pesanti».
Ma questa polemica dura da troppo tempo, i residenti non ce la fanno più. «Ieri mattina intorno alle 10,30 avevano annunciato con altoparlanti che il servizio idrico sarebbe stato ripristinato entro le 13,30. Sono le 16 e non ancora scorre una goccia d’acqua», dicono. Insomma, la diatriba continua in un rimpallo tra Azienda acquedottistica locale e Comune. «Il sindaco continua a dare la colpa all’Aca, prosegue nelle sue dichiarazioni di dissenso. Ma sono anni ormai che non succede nulla: il primo cittadino non può preoccuparsi solo di parlare della statua di Rocky Marciano», continuano alcuni residenti. Non è neppure giusto che a rimetterci siano sempre e solo gli abitanti. C’è chi ha pensato -in preda ad una giustificatissima esasperazione- di mettere in funzione autoclavi private: «Noi paghiamo tasse e bollette per un servizio che dovrebbe essere essenziale, in gioco ci sono anche le nostre attività commerciali», dicono alcuni negozianti. In una situazione di emergenza come questa molte sono le proposte di risoluzione da parte dei residenti: «Siamo disposti a chiamare noi un tecnico che tenti di risolvere la questione, bisogna capire perché c’è un sistematico abbassamento del livello dell’acqua».
Edoardo Raimondi
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