Riparte il processo del maxi blitz antidroga In aula i corpi speciali investigativi siciliani

10 Maggio 2017

VASTO. Trentuno indagati, 18 dei quali arrestati in flagranza. Duecentocinquanta carabinieri impegnati per oltre un anno, da febbraio 2010 ad aprile 2011. Si riaccendono oggi a Vasto i riflettori...

VASTO. Trentuno indagati, 18 dei quali arrestati in flagranza. Duecentocinquanta carabinieri impegnati per oltre un anno, da febbraio 2010 ad aprile 2011. Si riaccendono oggi a Vasto i riflettori sull’ “Operazione Esmeralda”, la maxi operazione antidroga scattata sei anni fa su richiesta del gip aquilano Marco Billi. Questa mattina arrivano a Vasto dalla Sicilia militari dei corpi speciali investigativi impegnati nell’operazione. La loro testimonianza è importante. I testimoni saranno ascoltati dal collegio giudicante (nella foto il presidente Bruno Giangiacomo, a latere Italo Radoccia e Stefania Izzi) per ricostruire il mosaico che portò al maxi blitz. L’operazione Esmeralda prese il via da due quaderni finiti nelle mani dei militari del Nucleo investigativo diretti dal capitano Eugenio Stangarone. I carabinieri avrebbero individuato in quegli appunti un’organizzazione che, con la droga acquistata in Albania, riforniva da Vasto tutta la costa adriatica. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti. Il processo sarebbe dovuto partire a marzo. L’assenza dei difensori ha indotto i giudici ad aggiornare il processo a questa mattina. Il “capofila” sarebbe un nomade incensurato di 33 anni, difeso dall’avvocato Giacomucci. A difendere altri imputati del Vastese sono gli avvocati Isabella Mugoni, Elisa Pastorelli, Massimiliano Baccalà, Giovanni e Antonello Cerella e colleghi del Teramano. Nell’elenco degli indagati compaiono anche diversi minori la cui posizione è al vaglio dei giudici del tribunale per i minori dell’Aquila. L’organizzazione, secondo i carabinieri, era dedita al traffico della droga importata dai Balcani. Le misure cautelari scattarono nel 2011 su disposizione del gip presso il tribunale dell’Aquila e su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. (p.c.)