Riparte la città dei servizi e divertimenti

Toto torna in pista per trasformare il volto dello Scalo: progetto da 300 milioni su trentamila metri dell’ex zuccherificio
CHIETI. La vallata della morte, la Spoon River dello Scalo, il cimitero delle industrie, comunque la si chiami ha i mesi contati. La più grande delle operazioni immobiliari degli ultimi anni si è rimessa in moto. Tutto però si sta consumando dietro alle quinte della politica.
L’imprenditore Carlo Toto e la sua controllata Alitec, rilanciano il progetto ex Zuccherificio. Per capirne la portata bastano due numeri: 300 milioni di euro su una superficie di 30mila metri quadrati. Per ora, servendosi di elaborati in 3 D, è possibile immaginare la rivoluzione positiva che quella parte dello Scalo, compresa tra il fiume Pescara e Madonna delle Piane, potrà subìre se gli enti locali daranno il via libera alla trasformazione.
Tocca infatti al Comune e alla Provincia rispondere ad una precisa e, a quanto pare, improrogabile richiesta formulata alcuni giorni fa dall’Arap, l’Azienda regionale per le attività produttive, diretta, in qualità di commissario straordinario, da un esperto non qualunque. Il teatino Giampiero Leombroni infatti ben conosce la valenza del progetto Alitec perché, prima di ricoprire un ruolo dirigenziale nell’ammistrazione D’Alfonso, è stato dipendente dell’imprenditore Toto. Ed è Leombroni che si è rivolto a Comune e Provincia con un atto ufficiale che fa ripartire il mega progetto sintetizzato, in missiva, con il nome di “nuovo quartiere integrato”, che andrebbe a sorgere esattamente davanti alla chimera InTe, quindi in via Piaggio. Singolare è la coincidenza che i proprietari dell’ex Burgo, proprio ieri, hanno incontrato il primo cittadino di Chieti, alla presenza dei tecnici dell’Arta, per sbloccare i veti ambientali che pendono su uno degli insediamenti InTe che tardano a veder la luce.
La stessa Arap, nella lettera agli enti locali che, in sintesi, serve a creare un tavolo tecnico sul progetto Toto, tradisce un forte scetticismo verso il dirimpettaio InTe. E proprio facendo leva sui tempi non brevi di quest’ultima operazione immobiliare, Leombroni sponsorizza fortemente la prima e invita Mario Pupillo e Umberto Di Primio a dare un riscontro.
Va davvero in archivio la vallata delle industrie, e al suo posto nascerà la città dei servizi e del divertimento? Tutto dipenderà dalla volontà di adottare i documenti di programmazione che ridisegneranno il volto urbanistico dello Scalo.
Tutto è legato quindi a Pupillo e Di Primio. Proprio dalla risposta del presidente della provincia, inviata pochi giorni fa a Leombroni e per conoscenza a Giovanni Lolli, assessore regionale alle Attività produttive, oltre che alla Toto Costruzioni, trapela la notizia sul progetto Alitec tornato in pista e sulla volontà di Pupillo di condividerlo al cento per cento. Per la Provincia c’è il sì al tavolo tecnico. La parola passa ora a Di Primio che, dopo aver visto naufragare il polo commerciale di Santa Filomena (su cui tanto aveva puntato), e dopo aver intrecciato un ottimo rapporto con D’Alfonso, che lo vorrebbe persino con lui nel Pd, potrebbe tuffarsi in quest’altra operazione immobiliare fondamentale per rianimare lo Scalo e dire sì a Toto.

