Rispoli (Chieti. Da capo): «Sto considerando la candidatura a sindaco, ma serve unità»

18 Gennaio 2020

«Sto considerando l’opportunità di candidarmi a sindaco». L’annuncio via Facebook è del consigliere comunale della civica “Chieti. Da capo”, uno dei nomi maggiormente circolati come candidato sindaco...

«Sto considerando l’opportunità di candidarmi a sindaco». L’annuncio via Facebook è del consigliere comunale della civica “Chieti. Da capo”, uno dei nomi maggiormente circolati come candidato sindaco nella coalizione civica che sta cercando di coalizzarsi contro il centrodestra, dove la Lega ha già bruciato le tappe annunciando nella persona di Fabrizio Di Stefano il nome del proprio candidato. Rispoli aveva sinora nicchiato, ma adesso esce un po’ più allo scoperto dicendo che ci sta pensando. Il consigliere, però, lancia anche un forte richiamo all’unità. Soprattutto dopo che il Partito democratico, che avrebbe dovuto appoggiarlo anche senza spendere il simbolo, ha detto di voler presentare un proprio candidato e tra i papabili è stato fatto il nome del consigliere comunale uscente Diego Ferrara. La posizione del Pd rischia di far saltare il progetto di mettere in piedi una coalizione civica, che possa superare gli steccati dei partiti, che lo stesso Rispoli ha avviato a dicembre del 2018 quando ha dato vita al gruppo consiliare “Chieti. Da capo”. Con lui c’erano i consiglieri Enrico Raimondi, esponente della sinistra teatina, e Mario Troiano, fuoriuscito come Rispoli da Forza Italia. Mentre Troiano ha poi fatto marcia indietro tornando con il centrodestra, da un anno Raimondi e Rispoli stanno cercando convergenze sul progetto di una vasta coalizione civica che, senza colori politici, possa presentarsi in antitesi al centrodestra. E il progetto sembrava essersi incanalato su una buona strada, quando a sostenerlo c’erano anche esponenti storici del Pd, come Chiara Zappalorto e Alessio Di Iorio. La scelta del Pd di proporre un proprio candidato sindaco, invece, è stata vista come una brusca sterzata. «Ritengo», continua Rispoli, «che ci sia una sola possibilità per giocare questa partita, ed è quella dell’unione: di intenti, di persone, di passione. Se si vuol correre veloci si va da soli, ma se si vuole arrivare lontano è necessario correre insieme. È altrettanto vero però, che se si parte con 2 o 3 giri di ritardo, non bastano né Ferrari né esperti piloti a recuperare il distacco». E il messaggio sulle Ferrari sembra essere indirizzato direttamente a Ferrara.