Rogo di rifiuti nella ditta, indaga la polizia

1 Giugno 2019

Bruciati quintali di ferro, motori elettrici e pneumatici in un’azienda di Bellia: le fiamme divampate nel piazzale

CHIETI. La polizia indaga sul rogo divampato a Chieti Scalo nel piazzale della ditta Iron Metal. Già escluso il dolo, la procura potrebbe aprire un’inchiesta per incendio colposo: il pm di turno Giuseppe Falasca prenderà una decisione nelle prossime ore, quando la squadra mobile consegnerà una prima informativa. L’azienda è di proprietà dell’imprenditore Fabrizio Angelo Bellia e si occupa di recupero, lavorazione e commercio di materiali ferrosi e non. I vigili del fuoco hanno impiegato più di quattro ore per domare le fiamme che hanno incenerito, appunto, materiale ferroso, pezzi di motori elettrici e pneumatici contenuti in un cassone lungo 18 metri, largo 5 metri e alto due metri.
A lanciare l’allarme, intorno alle 3, è stato un automobilista in transito sull’asse attrezzato Chieti-Pescara, che ha telefonato al 115 dopo aver notato il fuoco all’esterno della ditta che si trova nella zona industriale Selvaiezzi. In via Marino Carboni sono intervenute, con tre mezzi, due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale e una volante della questura di Chieti. Le operazioni di spegnimento e bonifica sono andate avanti fino alle 7.30. L’arrivo tempestivo dei soccorritori ha evitato che le fiamme si propagassero ulteriormente.
I rilievi fatti dai tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) hanno escluso la presenza di inquinamento da combustione. I poliziotti della Scientifica e della Mobile, coordinati sul posto dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, hanno avviato gli accertamenti per individuare le cause dell’incendio. Ed è stata scartata quasi subito l’ipotesi dolosa: le immagini delle telecamere, già acquisite e visionate dagli investigatori, dimostrano che le fiamme sono state innescate da un fenomeno di autocombustione.
Ora le indagini puntano ad accertare se siano state rispettate tutte le norme sulla sicurezza e sulla gestione del materiale trattato dall’azienda. Nel recente passato, sul tema dei roghi sempre più frequenti nelle industrie della Val Pescara, è intervenuto il Wwf: «Non possiamo che sentirci preoccupati. Ogni volta ci si domanda cosa è bruciato e perché, ma soprattutto ci si chiede quanto possa essere pericoloso il fumo che viene prodotto. Pensiamo ai bambini, ai cittadini che si trovano da soli ad affrontare l’aria irrespirabile senza conoscerne i livelli di insalubrità», è la posizione dell’associazione ambientalista.
Qualche anno fa, la Iron Metal era già finita al centro della cronaca per un maxi furto avvenuto nottetempo: una banda aveva forzato il cancello esterno dello stabilimento, portando via quintali di rame dopo averli caricati su un camion di proprietà della ditta. Il colpo aveva provocato un danno di almeno 150mila euro.
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