Rottamazione cartelle Chieti tenta la pace fiscale

13 Aprile 2019

Ingiunzioni di pagamento, l’assessore Luise pronta a dare il via all’iter Il Comune con i conti in rosso cerca di recuperare le somme mai riscosse

CHIETI. Anche il Comune di Chieti vuole aderire alla “pace fiscale” permettendo la “rottamazione delle cartelle”. Lo annuncia l’assessore al bilancio Valentina Luise che fa sapere di aver chiesto agli uffici finanziari del Comune una relazione tecnica «per poter valutare l’opportunità e la sostenibilità dell’eventuale adesione alla definizione agevolata che consentirebbe la regolarizzazione di tutte le ingiunzioni di pagamento dei cittadini dall’anno 2000 al 31 dicembre 2017».
L’azione dell’assessore va in linea con lo studio e al lavoro di approfondimento che stanno effettuando la prima e la sesta commissione consiliare, presieduta da Marco D’Ingiullo e da Maurizio Costa, per individuare misure che facilitino il pagamento dell’arretrato da parte dei cittadini. Il presidente D’Ingiullo tiene a sottolineare che i consiglieri hanno già concluso l’iter chiedendo ufficialmente l’adesione alla rottamazione e la modifica del regolamento delle entrate del Comune. «Ove ciò fosse possibile», dice l’assessore, «posto che ad oggi vi sono i presupposti di legge, l’adesione rappresenterebbe una ulteriore misura che l’amministrazione comunale potrà adottare per consentire ai tanti cittadini in difficoltà di regolarizzare i propri pagamenti attraverso la rottamazione-ter. Fermo restando l’indirizzo politico, allo stato attuale, però, bisogna soprattutto valutare preliminarmente se vi sia o meno per l’ente la sostenibilità da un punto di vista strettamente tecnico ed economico, dovendo costatare, però, che la precedente rottamazione, adottata nel 2016, non ha fatto registrare le adesioni tanto attese».
Se la Luise, dunque, apre alla possibilità della rottamazione delle cartelle ma non ci crede fino in fondo, la pace fiscale piace invece molto di più ai consiglieri di maggioranza e opposizione e, soprattutto, al consigliere Diego Costantini, che l’ha proposta per primo, ai tempi della discussione sulla farmacia comunale. Secondo lui, anziché vendere la farmacia, si poteva far rientare i soldi non ancora riscossi grazie alla rottamazione delle cartelle. Andò a finire che lui fu cacciato dalla Lega per non essersi allineato alla maggioranza che invece voleva la vendita, ma, anche grazie alla sua presa di posizione, la farmacia non fu venduta. (a.i.)
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