CASALBORDINO

Sabino Esplodenti, il prefetto ferma l'attività

A seguito dell'esplosione con 3 morti, dopo il sequestro scatta il provvedimento amministrativo con la sospensione delle licenze. Gli operai verso la cassa integrazione

CASALBORDINO. Il prefetto Mario Della Cioppa ferma l'attività della Sabino Esplodenti nell'impianto di Casalbordino già posto sotto sequestro dopo l'esplosione che ha provocato 3 morti.

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Il provvedimento di sospensione della licenza è la naturale conseguenza derivante dal fatto che, a seguito di ciò che è accaduto, sono venute meno i requisiti che possono consentire di poter lavorare in sicurezza. In fabbrica ci sono stati danni strutturali ad alcune infrastrutture.

Quando cesseranno le attività investigative, e quindi sarà disseuestrato l'immobile, il provvedimento di sospensione farà in modo che non si possa automaticamente riprendere a lavorare, perché vanno riverifiricati tutti i requisiti e parametri previsti dalla legge. 

Per i sessanta dipendenti si apre ora la possibilità della cassa integrazione. Dopo la tragedia di mercoledì scorso è molto probabile che la fabbrica di contrada Termini resterà chiusa a lungo.

L’auspicio è che il lavoro possa riprendere al più presto ma si tratti di un impiego sicuro al cento per cento. La dirigenza sta portando avanti due progetti che potrebbero cambiare il futuro dell'azienda. Il primo prevede la riconversione dell’attuale sito di contrada Termini, o almeno di parte di esso, in una fabbrica di proiettili. C’è poi un altro progetto il cui iter, in questo momento, è sul tavolo della Regione e che prevede l'avvio di un nuovo impianto produttivo in Val Sinello. La Sabino ha rilevato un capannone dismesso in località Crivella che, dopo i lavori di adeguamento e sistemazione, diventerà una fabbrica per batterie elettriche. La fabbrica si occuperà di rigenerazione ed eventuale smaltimento di batterie elettriche. Sono in corso le attività preliminari.