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Stangata sulle bollette, è Chieti la più colpita

16 Marzo 2026

Le ripercussioni sul conflitto in Medio Oriente si ripercuotono sulla regione

PESCARA

Le bollette stanno per trasformarsi in una vera e propria stangata per le famiglie abruzzesi. Non si tratta più di un allarme ma di una realtà imminente: nelle prossime settimane luce e gas presenteranno conti più salati, con rincari legati alle tensioni internazionali e agli effetti della guerra in Medio Oriente. A soli quindici giorni dall’inizio del conflitto, il primo impatto economico arriva direttamente nelle tasche degli italiani.

In Abruzzo la provincia più colpita sarà Chieti, dove secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre) ogni famiglia dovrà fare i conti con un aumento medio di quasi 57 milioni di euro. Chieti si colloca al 54° posto nella classifica nazionale dei rincari. Sul podio delle città più penalizzate ci sono invece Roma, Milano e Napoli, con aumenti che oscillano tra 705,80 e 406,20 milioni di euro.

I numeri fotografano un impatto pesante anche sul resto della regione. In provincia di Chieti sono 165.531 le famiglie che subiranno il rincaro. Segue il Pescarese, al 68° posto nazionale, con 138.296 nuclei familiari e un aggravio complessivo stimato in 48,4 milioni di euro. Poco distante il Teramano, 72° in classifica, con 132.786 famiglie e una spesa aggiuntiva prevista di 46,5 milioni di euro. Subito dopo L’Aquila, 73° posto, con 132.647 famiglie e un rincaro stimato in 46,4 milioni. Nel complesso le 569.260 famiglie abruzzesi dovranno affrontare un aggravio totale di circa 199,2 milioni di euro. Tradotto in termini concreti, ogni nucleo familiare spenderà mediamente circa 350 euro in più all’anno tra luce e gas. Secondo lo studio della Cgia, però, lo scenario resta incerto e fortemente legato all’evoluzione del conflitto. «Qualsiasi valutazione», spiegano gli analisti, «è condizionata da due variabili decisive: la durata della guerra e un’eventuale intensificazione». Un allargamento del teatro bellico o il coinvolgimento diretto di Paesi con un ruolo chiave nei mercati energetici potrebbe infatti far salire ulteriormente i prezzi.

Non solo bollette. A pesare sull’economia regionale è anche il forte aumento dei carburanti registrato nelle ultime due settimane: la benzina è salita dell’8,7%, mentre il diesel ha registrato un balzo ancora più marcato, pari al 18,2%. Un aumento che mette in seria difficoltà interi settori produttivi del territorio abruzzese, dove il costo del carburante incide in modo determinante sui bilanci.

Agricoltori, pescatori, autotrasportatori e operatori del trasporto passeggeri sono tra le categorie più esposte, perché il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa. Se da un lato l’Abruzzo non rientra tra le grandi aree metropolitane con i rincari più estremi, l’impatto resta comunque significativo sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività delle piccole e medie imprese locali.

A differenza della crisi energetica legata alla guerra in Ucraina del 2022, questa volta i metalli e i prodotti agricoli mostrano una relativa stabilità. A correre sono soprattutto petrolio e gas, che stanno registrando aumenti ancora più rapidi rispetto a quelli visti durante il precedente conflitto.

Le conseguenze si riflettono su tutto il Paese. Secondo le stime, le famiglie italiane dovranno sostenere una spesa aggiuntiva complessiva di circa 9,3 miliardi di euro per le bollette. Un conto pesante che grava soprattutto sulle grandi città come Roma, Milano e Napoli, ma che colpisce comunque in modo diffuso anche territori come l’Abruzzo.