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Salvini a casa della famiglia del bosco. Il ministro: «Mi vergogno»

Matteo Salvini a Palmoli con Nathan Trevallion e Catherine Birmingham nel loro casolare.
28 Aprile 2026

L’esponente leghista: «Per i bimbi c’è più socialità qui che a Roma e Milano. Loro hanno scelto l’Italia per vivere e noi li ripaghiamo in questo modo»

PALMOLI

All’ultima edizione del Vinitaly aveva augurato che Nathan e Catherine potessero brindare alla loro famiglia riunita «con un bicchiere di Montepulciano». Ad oggi, ancora non è accaduto – e la bozza di perizia della psicologa Simona Ceccoli allontana la possibilità di questo cin cin a data da destinarsi – ma, alla fine, Matteo Salvini si è convinto ad incontrare di persona la famiglia del bosco. Lo aveva promesso mesi fa e ieri, dopo essere stato a Foggia per motivi istituzionali, ha deciso di passare a Palmoli, nel casolare luogo e origine dell’odissea giudiziaria della famiglia del bosco. Prima un incontro in Comune con il sindaco Giuseppe Masciulli, poi il faccia a faccia con i coniugi Trevallion.

«GIUDIZIO SBAGLIATO»

Il vicepremier ha sempre difeso a spada tratta Nathan e Catherine, ma ora che è arrivata un’altra porta chiusa in faccia al ricongiungimento famigliare, le sue parole entrano pesantemente in collisione con le valutazioni fatte fino ad adesso dal sistema giudiziario.

Senza presumibilmente essere a conoscenza del risultato della perizia, Salvini è stato netto: «Mi hanno fatto un’ottima impressione. Loro hanno scelto l’Italia per vivere e l’Italia li ripaga così? Io mi vergogno». Poi ha abbassato i toni: «Io sono sicuro che tutti hanno agito in buona fede, sicuramente non c’è stata malafede da parte di nessuno, probabilmente qualcuno ha sbagliato giudizio. La domanda da farsi è: dopo cinque mesi i bimbi stanno meglio o stanno peggio? Non serve una perizia psichiatrica», ha chiosato. Frasi che oggi pesano come un macigno. Soprattutto perché su quella coppia di cui è stata valutata l’incapacità genitoriale Salvini, anch’esso padre, ha un parere opposto: «Sono due genitori equilibrati, parlano inglese, italiano, tedesco, spagnolo e giapponese, hanno vissuto esperienze lavorative in tutto il mondo».

«NON SIAMO NEL BOSCO»

Lo stesso casolare, agli occhi del ministro dei Trasporti, non è quel «rudere fatiscente» descritto dalle relazioni degli assistenti sociali: «Ci sono i pannelli solari, il bosco, il fiume, le piante, l'asino. Qui i bambini mangiano bene. Sono più avanti culturalmente di tanti loro coetanei che magari sanno fare 7 per 8, ma non distinguono un animale da una pianta. E poi qui non siamo nel bosco....», ha detto girandosi intorno e rivolgendo lo sguardo verso il paese di Palmoli, poco distante. «Quanto alla socialità, i bambini avevano più socialità qui, senza televisione, telefonino e social network, che la metà dei bambini che vivono in centro a Roma e a Milano». Sulla questione, interviene anche il sindaco Masciulli: «Questa del bosco è una trovata giornalistica. Siamo a venti minuti da San Salvo e a trenta da Vasto». Queste le parole del primo cittadino poco prima di incontrare Catherine e Nathan, con i quali si è intrattenuto in una conversazione lontano dai microfoni, nei pressi del casolare.

«I BIMBI SOFFRONO»

Per Salvini la questione ruota attorno allo stato emotivo dei bambini. «Ogni giorno in più di lontananza dei bimbi da mamma e papà è un giorno perso, un giorno di sofferenza gratuita, inutile». Di più, il ministro è certo che «ad oggi, i bambini stanno peggio di come stavano cinque mesi fa», cioè quando il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei piccoli Trevallion. «Certo», ha aggiunto, «questa famiglia ha un modello educativo diverso da quello usuale: questo è un reato? No. C’è violenza, droga, abuso? No. Non vengono tolti i bambini che stasera vivono nella cacca, con i genitori che rubano, se va bene, e quindi?».

LE UOVA

Al termine dell’incontro Salvini è tornato a Roma. Con sé, le uova delle galline donate da Nathan e Catherine. Le stesse galline che i bambini disegnano con i pastelli all’interno della struttura protetta di Vasto. Saranno ancora i ricordi degli animali a tenere loro compagnia, e non il cavallo Lee, l’asino Gallipoli e tutti gli altri amici della fattoria. Vedremo come reagirà il vicepremier alla notizia della valutazione della Ceccoli.  

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