San Vito, tutto fermo per il resort di lusso Pagliaroli fa ricorso
SAN VITO CHIETINO. Ricorrono al Tar contro l’amministrazione Bozzelli Merlino Progetti srl e Pagliaroli Group, che da anni cercano di realizzare una struttura ricettiva a Colle Foresta. Si apre un...
SAN VITO CHIETINO. Ricorrono al Tar contro l’amministrazione Bozzelli Merlino Progetti srl e Pagliaroli Group, che da anni cercano di realizzare una struttura ricettiva a Colle Foresta. Si apre un nuovo capitolo giudiziario sull’ormai noto resort a cinque stelle da 420 posti letto, piscine, Spa, sale convegni, ristoranti e campi sportivi, che la Pagliaroli Group intende realizzare a Colle Foresta dal 2007, da quando cioè acquistò il terreno che era agricolo. Anni di lotte e burocrazia per far diventare il terreno da agricolo a turistico-ricettivo con una variante al piano regolatore che ha portato anche la vecchia giunta Catenaro, alcuni consiglieri e la stessa Pagliaroli in tribunale (assoluzione piena per abuso d’ufficio in primo e secondo grado), che non sono ancora finite. «Da nove mesi», sostengono Merlino Progetti srl e Pagliaroli Group, rispettivamente parte tecnica e investitore del San Vito resort village, «manca solo la ratifica del Comune a chiudere tutti gli atti. Un atto dovuto. Siamo amareggiati, invece, dall’inerzia dimostrata dall’amministrazione Bozzelli e siamo costretti a ricorrere al Tar. Impugniamo l’inerzia della pubblica amministrazione in violazione della legge che impone di concludere il procedimento entro e non oltre 60 giorni». «Dopo numerosi contatti informali con l’amministrazione, conclusi con un nulla di fatto», spiega l’ingegnere Domenico Merlino, «la società ha anche provato ad adattare la soluzione progettuale alle esigenze manifestate dall’amministrazione vigente senza ottenere alcuna risposta. Così si è deciso di ricorrere al Tar, che in via equitativa dovrà determinare l’ammontare dei danni derivanti dal comportamento inerte della pubblica amministrazione». «Dopo anni di attesa, constatata l’indifferenza da parte dei nuovi amministratori», aggiunge Gianni Pagliaroli, «sono stato costretto a tutelare i nostri diritti e i nostri accordi commerciali già stipulati con gruppi internazionali. La società cercherà in ogni sede e in ogni modo di difendersi». Il progetto del resort prevede edifici che non superano i sette metri di altezza, fatti da materiali ecocompatibili e divisi in due blocchi, uno alberghiero e uno dedicato ai servizi. Sui 20 ettari a disposizione circa otto saranno quelli occupati dalle strutture, il resto è a verde.
Teresa Di Rocco
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