Sanità, è scontro sull’allarme dei primari

D’Alfonso annuncia un’interrogazione parlamentare. Febbo: «Mai avuto così tanti investimenti»
CHIETI. È scontro sugli allarmi lanciati dai sette primari del Santissima Annunziata durante il comitato ristretto dei sindaci. I problemi in ambito sanitario (liste d’attesa, prestazioni e mobilità attiva e passiva) si incrociano con questioni strettamente politiche che chiamano in causa da un lato il capogruppo regionale di Forza Italia Mauro Febbo, schierato in difesa del direttore generale della Asl Thomas Schael che ha partecipato alla riunione senza però prendere la parola, dall’altro il deputato Pd Luciano D’Alfonso che definisce «puerile» la scelta di Schael e punta il dito contro «una sanità in forte regresso», annunciando un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute poiché «con la giunta regionale da me presieduta abbiamo fatto uscire l’Abruzzo dal commissariamento della sanità, oggi l’amministrazione Marsilio ci sta riportando indietro di decenni».
Nel mezzo, gli stessi sindaci Diego Ferrara (Chieti), Leo Castiglione (Ortona), Francesco Menna (Vasto), Massimo Tiberini (Casoli) e Giulio Borrelli (Atessa) che si sono detti «sinceramente dispiaciuti che il manager della Asl più grande del territorio regionale si faccia strumentalizzare da un uomo politico che, ergendosi ad acritico difensore d'ufficio, cerca solo visibilità. Ma da qui a far passare da incompetenti primari che rappresentano larghissima parte dell’università d’Annunzio e che ogni giorno conoscono le difficoltà della sanità del territorio, prodotte non dalla loro negligenza ma da una mancanza di organizzazione e programmazione che non dipende da loro, ce ne corre e ci sembra davvero uno dei gradini più bassi della dialettica istituzionale negargli ascolto, specie quando si tratta del diritto alla salute dei cittadini». Ferrara, in un messaggio personale inviato a Schael, ha poi rimarcato che Febbo «cerca solo visibilità per sé stesso alla vigilia della competizione elettorale per le regionali». «È talmente consapevole che i risultati non sono così certi per lui», ha scritto Ferrara, «che, contemporaneamente, si sta già proponendo come prossimo sindaco di Chieti dove pare abbia seguito solo in un suo ristretto cerchio magico». D’Alfonso evidenzia che anche il rettore della d’Annunzio Liborio Stuppia «ha ricordato a tutti la scadenza del 2027 per tenere in vita il corso di Medicina e chirurgia dell’università teatina: i tecnici dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) potrebbero bocciare la condizione dell’ospedale di Chieti e far chiudere il corso, un’eventualità gravissima e impensabile per la nostra regione».
«Non ho offeso o accusato alcun primario o luminare della sanità teatina, sempre difesa e promossa», replica a sua volta Febbo citando i dati sull’utilizzo delle sale operatorie nel mese di giugno e le nuove assunzioni nella Asl. «Mai tanti investimenti sono stati programmati e messi a disposizione della Asl», ha concluso. (y.g.)
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