Sanmarco, sciopero per il contratto

4 Luglio 2019

Atessa. Biscotti (Cisl): «Serve chiarezza». Gli operai: «Si torni a due anni fa»

ATESSA. Sit-in davanti ai cancelli della fabbrica; due ore per ogni turno. Sono in sciopero da una decina di giorni i 180 operai della Sanmarco Industrial srl in Val di Sangro. Ciò che chiedono è il rinnovo del contratto aziendale. La protesta va avanti da due mesi, il prossimo 11 luglio è previsto un incontro con la proprietà. La Sanmarco, prestigioso marchio automotive, era gestito dalla famiglia Sideri fino al 2012 quando fallì. L’azienda è stata rilevata dalla Scattolini di Verona dopo essere stata gestita dal gruppo Blutec con la formula dell’affitto aziendale. Dopo due anni è tornato lo sciopero.
«Quando è stata rilevata l’azienda», afferma Primiano Biscotti, segretario Fim-Cisl, «abbiamo dato fiducia, dopo due anni i tempi sono maturi per avere un contratto aziendale. Chiediamo delle risposte migliori dall’azienda». L’adesione è alta, oltre il 90%, e sul piazzale dell’azienda che lavora per Sevel si accumulano i cassoni da lavorare. Lo sciopero è stato indetto affinché fosse istituito un contratto aziendale, aumento del ticket mense, aumento della maggiorazioni notturne e seriali. «Tutte queste richieste sono motivate dal buon andamento aziendale e dei lavoratori. Chiediamo che ci siano dei cambi organizzativi» precisa Biscotti «e abbiamo perplessità sulla sicurezza ma su questo punto saranno gli organi preposti a fare le giuste valutazioni». Quando è stata rilevata l’azienda gli operai hanno rinunciato, per andare incontro alla nuova proprietà, al contratto aziendale, già in atto dal 2008, che prevedeva, a luglio, uno “zoccolo” fisso di 600 euro a testa e un variabile di 700 euro su presenze, produttività. Gli operai chiedono che, dopo due anni, si ritorni a quel contratto.
«Adesso ci dicono che ci daranno solo lo zoccolo fisso, cioè 50 euro al mese e non in un'unica soluzione, in base alle presenze: considerando che stiano in cassa integrazione, ad agosto non si lavora e poi ci sono le ferie di natale, non arriveremo mai ai 600 euro» affermano alcuni operai davanti ai cancelli. «La nostra proposta» sostengono «è che si ritorni a due anni fa, da li dobbiamo ripartire: 600 euro fissi a luglio ed il variabile. L'altro ieri c'è stata una prima risposta che noi valutiamo insufficiente». L'appuntamento dell’11 luglio tra le parti è considerato tardivo, occorrono risposte a breve che reclamino una soluzione più rapida. Sul piazzale della Sanmarco Industrial, intanto, si accumulano i furgoni Sevel senza essere lavorati: condizione che non può durare a lungo.
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