Scambiate le schede per il voto, le elezioni provinciali si rifanno

20 Dicembre 2021

I rappresentanti di 16 Comuni hanno votato su moduli sbagliati: giovedì devono tornare alle urne La segretaria generale: mero errore materiale. Menna in vantaggio, il centrodestra prepara i ricorsi

CHIETI. Elezioni provinciali nel caos per un errore nelle schede. Per eleggere il presidente e il consiglio provinciale 16 Comuni dovranno tornare al voto. Il vicepresidente Arturo Scopino ha firmato un decreto con cui fissa le nuove elezioni per giovedì, anche se il vantaggio in termini di voti del candidato del centrosinistra, il sindaco di Vasto Francesco Menna (Pd), mette al sicuro la sua vittoria. Sono infatti 17mila i voti, calcolati col sistema ponderato (per cui i voti dei centri più grandi valgono di più di quelli dei centri più piccoli), che lo separano dal risultato del candidato di centrodestra, il sindaco di Lanciano Filippo Paolini.
SCHEDE INVERTITE Le elezioni provinciali sono elezioni di secondo livello, votano cioè solo gli amministratori comunali dei 104 comuni della provincia. Dei 1.242 aventi diritto, sabato si sono recati alle urne in 986. Hanno votato a seconda delle fasce di popolazione dei loro comuni. A ogni fascia corrisponde un diverso colore delle schede elettorali. Ad esempio, i Comuni più popolosi come Chieti, Lanciano e Vasto hanno la scheda di colore verde. È successo, però, che due fasce di Comuni sono state invertite: agli amministratori di città in fascia rossa (da 10mila a 30mila abitanti) sono state consegnate le schede arancioni (da 3mila a 5mila abitanti) e viceversa. Giovedì prossimo dovranno dunque tornare al voto i 5 comuni in fascia rossa – Atessa, Ortona, Francavilla, San Giovanni Teatino e San Salvo – e gli 11 in fascia arancione – Casalincontrada, Castel Frentano, Cupello, Miglianico, Orsogna, Paglieta, Ripa Teatina, Scerni, Tollo, Torino di Sangro e Torrevecchia.
GIORNATA CONVULSA Che qualcosa fosse andato storto lo si è capito quando, chiuso lo spoglio, la commissione elettorale provinciale si è chiusa in una stanza e, nonostante il passare delle ore, non ha fatto sapere più nulla. La segretaria generale Franca Colella aveva annunciato che Menna aveva vinto le elezioni, poi però il silenzio. Nella sala consiliare della Provincia, dove Menna non si era fatto vedere per niente – «Sono scaramantico», aveva detto, «arrivo solo per la proclamazione» – i vari candidati consiglieri aspettavano invano, chiedendosi il motivo di tanto ritardo. Dal vicepresidente in carica Scopino, all’amico fidato sindaco di Rosello Alessio Monaco, al sindaco di Tollo Angelo Radica, a quello di Casoli Massimo Tiberini, ai consiglieri di Lanciano Davide Caporale e Sergio Furia, alla consigliera di Francavilla Gabriella Corrado, al consigliere di Chieti Filippo Di Giovanni, supportato dalla collega Barbara Di Roberto e dall’assessore Chiara Zappalorto: tutti a chiedersi cosa stesse succedendo e anche perché i calcoli della vigilia sui voti non tornassero. Fino a quando, poco prima delle 20, è arrivata la comunicazione ufficiale della segretaria generale che parla di un «mero errore materiale» per cui «alcuni elettori hanno votato su una scheda diversa da quella attribuita alla fascia demografica del comune di appartenenza».
MENNA: RISPETTO REGOLE La stessa segretaria spiega che «i dati emersi in fase di spoglio hanno mostrato un sensibile distacco a favore del candidato alla presidenza Francesco Menna». Tanto è vero che il centrosinistra esulta. Dall’ex segretario provinciale Pd Gianni Cordisco, al capogruppo regionale Pd Silvio Paolucci al deputato di Italia viva Camillo D’Alessandro, per tutti la proclamazione di Menna presidente è solo rinviata. Menna, invece, raccomanda che «ci sia massima adesione alle procedure e alle regole e di riorganizzare la votazione al più presto, in modo da garantire la funzionalità dell’ente Provincia ma sempre nel pieno rispetto delle regole». Il centrodestra, invece, prepara i ricorsi.