Scarichi in mare, danni per un milione

L'associazione Codici avvia la richiesta di risarcimento a nome di balneatori e turisti

VASTO. Una diffida agli organi interessati a mettere in campo le azioni necessarie a garantire la sicurezza e la salute pubblica e una class action da un milione di euro a nome di operatori turistici e cittadini danneggiati ad agosto dagli scarichi fognati finiti in mare. E' il biglietto da visita dei responsabili di "Codici", associazione impegnata nella difesa dei diritti dei consumatori. Da ieri il sodalizio ha aperto una sede in città. Il programma delle attività è stato presentato dal segretario regionale, Giovanni D'Andrea, da quello organizzativo, Domenico Pettinari, e dal referente locale, Riccardo Alinovi.

La battaglia dei referenti di Codici - associazione che in Abruzzo conta 2.500 iscritti e ha la sede operativa e un ufficio legale a Pescara - parte dagli scarichi a mare. «Abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale di verificare se ci sono gli estremi per promuovere un'azione legale collettiva per risarcire cittadini e operatori turistici dei disagi subiti qualche settimana fa», ha detto Giovanni D'Andrea. «Il calcolo approssimativo del danno è di oltre un milione di euro, considerando che sono più di diecimila i turisti e gli operatori che hanno lamentato problemi. La nostra sede è a disposizione di quanti volessero segnalarci le proprie istanze o aggiungere il nome all'elenco delle persone danneggiate. Il numero di telefono è 0873.378446», sostiene Riccardo Alinovi.

L'azione di Codici prevede anche una diffida a Comune, Ato e Sasi alla concertazione per risolvere, entro 90 giorni, ciascuno per quanto di propria competenza, il problema che ha creato tanto danno all'ambiente e all'immagine di Vasto. Allo scadere dei tre mesi partirà il ricorso al tribunale amministrativo.

«Abbiamo già inviato una denuncia al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, alla Procura del tribunale di Vasto e al comando regionale della guardia di finanza affinché venga fatta luce su quanto accaduto», dice Alinovi. «La città ha subito un danno gravissimo sia dal punto di vista economico che turistico. A mio modesto avviso le associazioni ambientaliste sono state troppo indulgenti. Wwf e Legambiente avrebbero dovuto urlare la propria indignazione. I ripetuti cedimenti delle rete fognaria denunciano una situazione estremamente critica: il problema non può più essere rinviato».

Su questo punto è d'accordo anche il Comune. Nel corso della conferenza di servizi che lo scorso 25 agosto ha riunito Comune, Sasi e Ato Regionale, il lasso di tempo indicato per trovare i fondi e progettare le opere indispensabili alla rete fognaria è stato indicato in due mesi. «Mi auguro sia così. L'associazione di cui sono referente vigilerà, per il bene della città e dei vastesi, ma anche dei tanti turisti che il prossimo anno hanno deciso di tornare per le vacanze sui nostri lidi», conclude Alinovi.

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