Sciopero medici in provincia Astensione media del 30%

24 Novembre 2018

CHIETI. Poche risorse, organico insufficiente, età media elevata. Scendono in sciopero con queste motivazioni i medici della Asl teatina che aderiscono allo sciopero nazionale, anche se non in massa,...

CHIETI. Poche risorse, organico insufficiente, età media elevata. Scendono in sciopero con queste motivazioni i medici della Asl teatina che aderiscono allo sciopero nazionale, anche se non in massa, semplicemente perché temono di non poter assicurare i servizi minimi ai pazienti. In molti casi, infatti, ci sono talmente tante carenze d’organico che non si trova personale per sostituire il medico che ha deciso di scioperare. «Non abbiamo ancora i dati definitivi dell’adesione allo sciopero», dice Gianluca Primomo, sindacalista Anaao, «anche perché lo sciopero deve ancora concludersi con il turno di notte. Ma possiamo azzardare una stima che si attesta intorno al 30%. Anche se certamente l’adesione morale alla manifestazione è stata di gran lunga più alta e direi quasi totale. In tanti non se la sono sentiti ad abbandonare i propri pazienti, anche se condividevano a pieno i motivi della protesta. I problemi del mancato».
Soddisfazione anche in casa Cgil per l’esito della protesta. «In questo caso non bisogna guardare i numeri», dice la neo segretaria interregionale Abruzzo e Molise della Fp Cgil Paola Puglielli. «La sanità è al collasso e questo lo sanno bene gli operatori della categoria. Lo sciopero», ha continuato la segretaria regionale, «non ha riguardato i diritti, seppur importanti di una singola categoria, ma ha riguardato il diritto alla salute di tutti. Perché quando si lavora senza risorse adeguate, senza uomini e mezzi, è la qualità dell’assistenza sanitaria in blocco che viene meno. E se negli ospedali per fortuna, non si è notata l’assenza del personale medico, non significa che lo sciopero non sia stato condiviso in blocco dalla stragrande maggioranza della categoria».
La protesta non si ferma ovviamente con lo sciopero di ieri. Se non c’è una risposta adeguata della parte pubblica, i medici torneranno ad altre importanti manifestazioni di protesta. (a.i.)
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