Scontro sui raccomandati: «Omissioni del sindaco»

29 Maggio 2020

Assunzioni contestate alla Teateservizi, lettera dell’opposizione contro Di Primio «Ci taccia di fatti illeciti solo perché abbiamo denunciato il suo cattivo governo»

CHIETI. Dopo l’atto d’accusa del sindaco Umberto Di Primio in consiglio comunale sui raccomandati assunti alla Teateservizi e dopo le dichiarazioni al Centro – «Alla Teateservizi quasi tutti hanno compari» e «io ne ho una per tutti» – l’opposizione risponde con una lettera e minaccia di andare in Procura.
La polemica di un minuto durante la seduta di lunedì scorso dedicata al bilancio avanza e potrebbe diventare un caso giudiziario: Di Primio, rispondendo a Luigi Febo, ha detto che alla Teateservizi sarebbero state fatte raccomandazioni. Un’accusa velata al centrosinistra che, al governo del Comune, nel 2007, fondò la società della riscossione che oggi si ritrova nel mirino per le scarse entrate. Febo gli ha chiesto di andare in Procura ma Di Primio ha detto che non lo farà. E ora, il Pd e le liste civiche Chieti per Chieti e Chieti da Capo lo accusano: «Evidentemente il sindaco ne ha una anche per se stesso, giacché nel rendere pubblica una notizia di reato evidenzia – con una leggerezza che sorprende, considerato il titolo che accompagna le sue firme – l’omissione di cui un pubblico ufficiale incorre in tali circostanze. Per cui se è vero che il fatto reato che non ha voluto tempestivamente denunciare è ormai prescritto, è vero pure che è da verificare se la previsione cui avrebbe dovuto adempiere, nell’ulteriore ruolo delineato per un primo Cittadino, possa esserlo altrettanto. Sicuramente», dicono gli 8 consiglieri, «ci sono e ci saranno autorità preposte a sciogliere questo dubbio». La minoranza prosegue: «Il sindaco dice che non è nel suo stile fare politica con denunce e querele. Ne deduciamo che il modus operandi ritenuto consono e corretto al fare politica, è quello del tacciare di fatti illeciti l’opposizione comunale che, nella sede di massima espressione del principio democratico cui si conforma un assise comunale, lo ha semplicemente messo di fronte all’evidenza della sua fallimentare e inconcludente, nonché decennale, amministrazione». L’opposizione parla delle opere promesse e non ancora partite: «Al netto della registrazione del consiglio del 25 maggio scorso, possiamo dire che c’è la realtà di piazza San Giustino a rendere incontrovertibile testimonianza del “buon governo” della giunta Di Primio. Umanamente comprendiamo il nervosismo e l’isteria del sindaco, che a fronte dell’azzeramento del suo consenso tra i teatini, ha dovuto trasmigrare verso altre appartenenze in mancanza di fiducia e credito dei suoi storici alleati e (ex) colleghi di partito. È uno spettacolo molto triste quello che, per l’ennesima volta, viene offerto dal sindaco che avrebbe dovuto rendere Chieti protagonista. Gli attori della pantomima messa su per la Teateservizi», così si chiude la lettera, «vedono, da un lato, la chiamata in causa di un ignaro ex dirigente, dall’altro i dipendenti che, in proroga fino a giugno, non hanno contezza di quale sarà il proprio futuro e, cosa ben più grave, in mezzo ci sono i cittadini che vedono andare in fumo una celere possibilità di rateizzazione delle tasse comunali proprio nel momento in cui ne avrebbero più bisogno».