Scontro tra Pupillo e Verì: giù le mani dall’ospedale

20 Aprile 2019

Il sindaco si scaglia contro ipotesi di ridimensionamento del presidio sanitario Lite sul nuovo Renzetti: niente scippi, tocca solo al Comune decidere l’area

LANCIANO . «La Regione ha deciso che il Renzetti sia un ospedale di primo livello e la decisione è stata approvata dal consiglio dei ministri. Il nuovo ospedale si deve costruire nell’area del Renzetti come dimostrano delibere e documenti, perché spetta al Comune decidere la sede. Sembra di essere tornati indietro di 10 anni, quando Verì presiedeva la commissione sanità e il duo Chiodi-Zavattaro scippava la Asl Lanciano –Vasto e chiudeva posti letto. Vogliamo essere collaborativi, ma non permetteremo altri tagli: giù le mani dal Renzetti». Sono chiari il sindaco Mario Pupillo, il vice Giacinto Verna e la maggioranza compatta nel difendere l’ospedale cittadino dopo le dichiarazioni dell’assessore Verì che ha parlato prima di ridimensionamento del presidio, salvo poi precisare che si tratterà di una riorganizzazione. Verì ha anche bloccato il progetto del nuovo ospedale dicendo: «Regione e Asl non hanno alcuna certezza su risorse e iter progettuali».
«Chiediamo chiarezza all’assessore», dice Pupillo, «che deve comunque studiare le carte. Fa piacere che abbia già precisato che il Renzetti resta dea di primo livello, ma lascia perplessi il fatto che parli di evitare reparti doppione. I dea sono ospedali generalisti, è la legge a indicarne i reparti. Il Renzetti poi ha il terzo pronto soccorso della Regione per numero di accessi (oltre 46.000 annui) sarebbe una pazzia ridimensionarlo».
«Sembra di essere tornati indietro», aggiunge vice sindaco Verna, «quando la giunta Chiodi ci scippò la Asl Lanciano-Vasto, con la creazione di una unica Asl provinciale (oltre a 100 posti letto, ndc). Rispetto a quella scelta e ai tanti tentativi di quel governo regionale di penalizzare il nostro territorio, insieme al nostro amico e leader Pino Valente abbiamo combattuto e siamo pronti a farlo ancora. Non permetteremo a nessuno di mettere in discussione questa decisione. Assieme ai 150.000 cittadini utenti del Renzetti vogliamo risposte chiare dall’assessore che non può creare tensioni sociali col territorio».
«Il Renzetti di primo livello è stato approvato anche dal consiglio dei ministri coi verbali favorevoli anche al piano di rientro che contiene la classificazione degli ospedali» dice Silvio Paolucci, consigliere regionale ed ex assessore alla sanità. «La Regione può modificare queste scelte, ma richiederebbe un iter lunghissimo. Un cambio dell’area porterebbe a espropri, creazione di servizi e costi aggiutivi. Sul nuovo ospedale aspettiamo da giugno 2018 la firma del nucleo degli investimenti del Governo. Ci sono 143milioni di euro dello Stato e fondi della Regione per i nuovi presidi, la Regione deve chiedere la firma di quei progetti che sono sulla scrivania del governo».
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